Usa e Francia all’Onu contro Assad Rice: non è escluso l’uso della forza

Oggi Annan riceve il rapporto sulle indagini relative all’omicidio Hariri

Roberto Fabbri

La morsa si stringe attorno al regime siriano: una morsa stretta nelle mani del segretario di Stato americano Condoleezza Rice, ma anche del presidente francese Jacques Chirac e del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Oggetto e occasione delle crescenti pressioni su Damasco, il ruolo che il presidente Beshar el Assad avrebbe svolto nell’assassinio, avvenuto lo scorso 14 febbraio sul lungomare di Beirut, dell’ex premier libanese Rafik Hariri.
Già oggi Annan riceverà il rapporto di Detlev Mehlis, il procuratore tedesco che guida la commissione indipendente che ha condotto l’inchiesta sull’attentato a Hariri. Diverse fonti concordano nel ritenere che le conclusioni degli inquirenti contenute nella relazione di Mehlis accuseranno la Siria di complicità nell’omicidio dell’ex capo del governo di Beirut. Il rapporto sarà presentato domani al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e si presume che sarà reso pubblico.
I quindici membri del Consiglio hanno fissato per martedì una riunione a porte chiuse dedicata alla questione libanese, a cui ne farà seguito una pubblica e formale. È in questa occasione che Stati Uniti e Francia hanno in programma di proporre una risoluzione di condanna della Siria per le sue intromissioni in Libano: si tratterebbe di documenti di una durezza senza precedenti.
Non è tutto. Oggi Annan riceverà anche il rapporto dell’inviato speciale dell’Onu in Medio Oriente Terje Roed-Larsen, che si è a sua volta occupato di Libano. Un giornale di Beirut anticipa che nel documento il diplomatico danese denuncerebbe violazioni della risoluzione 1559 del Consiglio di Sicurezza, che prevede il disarmo del movimento sciita libanese Hezbollah e delle milizie palestinesi nei campi profughi in Libano. Di queste violazioni, ancora una volta, verrebbe accusata la Siria, responsabile di un recente invio in Libano di armi destinate a fazioni palestinesi filosiriane.
Ma i guai per Assad non finiscono qui. Ieri il segretario di Stato americano Rice, parlando davanti alla Commissione Esteri del Senato di Washington, ha detto di non escludere per il futuro l’impiego della forza contro la Siria e l’Iran. Il ministro degli Esteri di George W. Bush faceva riferimento al coinvolgimento di Damasco nella fornitura di assistenza militare ai guerriglieri che insanguinano l’Irak e uccidono, oltre a poliziotti e civili iracheni, numerosi soldati americani.
Tutto questo mentre in Libano l’atmosfera rimane pesantissima. Il direttore del centro d’informazione dell’Onu a Beirut, il tunisino Najib Freji, è stato trasferito all’estero «per motivi di sicurezza». Raggiunge un gran numero di personalità libanesi in vacanza forzata per salvarsi la pelle.