Usa e Gb al G8 sosterranno la "primavera araba" Obama: "Gheddafi lasci la Libia al popolo libico"

Stati Uniti e Gran Bretagna promuoveranno al G8 un programma di
appoggio alla "primavera araba". Il presidente Usa: "È impossibile immaginare un futuro della Libia
con Gheddafi al potere. Se ne deve andare, questo deve essere chiaro&quot;. Cameron: &quot;Quest'anno sarà cruciale in Afghanistan. <strong><a href="/fotogallery/obama_e_cameron/obama-cameron-gb-usa/id=3115-foto=1-slideshow=0">FOTO</a></strong>

Londra - Stati Uniti e Gran Bretagna procedono a braccetto sulla politica internazione. I due paesi al prossimo G8 promuoveranno un programma di appoggio alla "primavera araba". Lo ha detto il premier britannico David Cameron nella conferenza stampa congiunta con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Quest'ultimo si è poi soffermato sulla Libia dicendo che Gheddafi deve lasciare il potere e lasciare la Libia ai libici. Il presidente ha sottolineato che la coalizione internazionale impegnata nelle operazioni militari in Libia ha agito "sotto l’egida dell’Onu" e che grazie all’intervento "abbiamo salvato delle vite". Gheddafi e il suo regime, ha detto ancora il presidente Usa, devono capire che "la pressione non si allenterà".

Libia, escluso attacco via terra "Dal momento in cui si esclude il ricorso alle forze di terra, e vi sono limiti agli attacchi dal cielo, questo significa che le forze di terra dell’opposizione libica dovranno assumersi le proprie responsabilità", ha aggiunto Obama. Esiste - ha continuato "una falsa percezione" che gli Stati Uniti abbiano "mezzi aerei supersegreti parcheggiati da qualche parte» per risolvere rapidamente il conflitto. Il presidente ha però promesso però progressi «lenti ma continui". 

Afghanistan, serve pacificazione In Afghanistan "è necessario arrivare ad una pacificazione, un processo che deve essere guidato dagli afgani", ha detto Obama."E' ora il momento - ha ribadito cameron - di aumentare gli sforzi per arrivare a una soluzione politica".

Medio Oriente: servono due Stati "Il mio obiettivo - ha detto Obama - è uno stato di Israele stabile, sicuro e riconosciuto e uno stato palestinese. L’obiettivo può essere raggiunto, ho fiducia, ma servono compromessi".

Preoccupati da Hamas Gli Stati Uniti sono "preoccupati per la posizione di Hamas, un’organizzazione che rifiuta qualsiasi tipo di confronto. È molto difficile negoziare con loro - ha detto Obama - confrontarsi con la loro politica e le loro idee. Rigettano qualsiasi tipo di confronto e di partecipazione. Credo che Hamas non ha ancora rinunciato alla violenza e non ha ancora ammesso la situazione in cui si trova. Finché non la riconosceranno, sarà difficile arrivare a una soluzione di pace. Ma questo è ciò che stiamo tentando di fare", ha aggiunto il presidente Usa.

Barbecue a Downing Street Via la giacca, è ora di pranzo. Anzi del barbecue. Quasi una scampagnata tra amici. Se non fosse che siamo a Londra, anzi a Downing Street. E ci sono due cuochi d’eccezione. A servire carne e salsicce ai militari in servizio davanti al numero 10 e alle loro famiglie sono il padrone di casa, il primo ministro britannico David Cameron, e il suo ospite d’eccezione, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. A mezzogiorno in punto, i due leader si sono prestati al gioco e, al termine di un incontro di 90 minuti su argomenti seri quali la Libia, l’Afghanistan e la primavera araba, si sono messi al lavoro. Tavoli e sedie da giardino apparecchiate davanti alla residenza del premier; Michelle Obama e Samantha Cameron incaricate del servizio, addette all’insalata. Il premier britannico e il presidente Usa ai fornelli; 35 minuti di sorrisi, prima della conferenza stampa congiunta.