Usa, frena il mattone

Milano. La corsa del mercato del mattone Usa è davvero finita. Lo hanno confermato i dati diffusi ieri, secondo i quali le vendite di nuove case sono calate in luglio del 4,1%, la peggiore flessione dal gennaio 2004. L’euro si è così spinto fino a 1,2818, per poi scendere sotto quota 1,28. Analisti come Paribas temono adesso un atterraggio duro del settore immobiliare. Lo scoppio della bolla potrebbe avere serie conseguenze sull’economia. Approfittando del basso livello dei tassi, negli ultimi anni molti americani si sono indebitati oltre misura, utilizzando i mutui come forma aggiuntiva di liquidità. Un brusco calo dei prezzi delle case si ripercuoterebbe quindi sui loro patrimoni, provocando in seguito un calo dei consumi privati. Si tratta di uno scenario di cui la Fed dovrà tener conto prima di prendere decisioni sui tassi. È sempre più probabile, comunque, che Ben Bernanke mantenga invariata la politica monetaria fino alla fine dell’anno.