Usa: ha 14 anni il nuovo leader dei repubblicani

Jonathan Krohn è diventato una star del partito dopo aver scritto un
libro in cui ha ridefinito le linee-guida del conservatorismo

Le presidenziali statunitensi sono state appena qualche mese fa, ma i repubblicani, il Grand Old Party, sono già in subbuglio e pensano già a come tornare alla Casa Bianca nel 2013. Per farlo, probabilmente, servirà battere Obama: per questo il partito dell'elefante sembra deciso a batterlo sul suo stesso terreno, ovvero giovinezza e internet. Il nuovo astro nascente dei repubblicani, infatti, si chiama Jonathan Krohn, ha 14 anni appena compiuti e un libro al suo attivo, Define Conservatism (Definire il conservatorismo), in cui riafferma le linee-guida di una dottrina apparentemente in disarmo di fronte al revival progressista.

Certo, Krohn non potrà nemmeno votare alle prossime elezioni, visto che compirà 18 anni nel marzo 2013, quattro mesi dopo le presidenziali, ma nel frattempo il congresso del Conservative Political Action Commitee, il braccio conservatore dei Repubblicani, lo ha accolto al Cpac come fosse stato un messia. D'altra parte, nei due minuti del suo discorso - cliccatissimo su Youtube - ha illustrato i capisaldi del suo pensiero: rispetto della Costituzione, difesa della vita, intervento governativo limitato all'essenziale e responsabilità personale.

Jonathan studia da politico da ormai sei anni ed è convinto che il partito repubblicano sia «il guscio» dentro cui racchiudere il pensiero conservatore. Fra chi lo ha appludito in platea c'era anche Joe the Plumber, l'idraulico dell'Ohio diventato icona della campagna di John McCain durante la corsa alla Casa Bianca nel 2008: «Se non avessi saputo nulla, gli avrei dato 30 anni. Mi ha fatto piacere parlarci: è veramente intelligente», ha detto dopo avergli stretto la mano.
Il giovane di Atlanta non si è di certo spaventato davanti alla nutrita platea repubblicana: la gestualità già da oratore consumato e la voce ferma e sicura gli sono già valse molti inviti televisivi dai network di destra, specialmente dalla Fox di Rupert Murdoch. Ma a intervistarlo è andato anche il liberalissimo Huffington Post, cui il giovane Krohn ha raccontato di aver iniziato a interessarsi alla politica a 8 anni, quando ha sentito parlare alla radio di ostruzionismo democratico al Senato. «Non ricordo di cosa si parlasse e non è nemmeno importante - ha chiosato -. Ciò che mi colpì era un comportamento del genere, comparato alle regole e alla storia del Senato», raccontando anche di come la radio e i talk show conservatori siano una delle sue passioni. E mentre la madre gli ricordava che era intervistato da un blog di ispirazione liberal, consigliandogli di pesare le parole, le ha freddamente replicato che «i liberal ormai ci sono anche fra i repubblicani».

E allora la ricostruzione dell’ortodossia del partito, sbandata dopo la sconfitta elettorale, sembra passare anche per le mani dei giovanissimi. Anche perché, negli scorsi mesi, già due nomi sono stati bruciati: prima Sarah Palin, che dopo la campagna presidenziale è tornata in Alaska ed è uscita dai radar dei media nazionali; poi il governatore della Louisiana, il 38enne Bobby Jindal, figlio di immigrati punjab, che ha deluso le aspettative dopo essere stato chiamato a replicare addirittura al discorso di Obama al Congresso.