Usa, i Democratici preparano un'offensiva a tutto campo contro la Casa Bianca

Non c'è solo la guerra in Iraq a dividere il presidente Bush dalla maggioranza al Congresso. In vista nuove battaglie per chiudere Guantanamo e arginare le pratiche di limitazione delle libertà previste dal Patriot Act

Washington - Lo scontro frontale tra la Casa Bianca e i democratici del Congresso sembra destinato ad ampliarsi ulteriormente e ad abbracciare altri temi oltre a quello della guerra in Iraq. Forti delle vittorie legislative recentemente messe a segno e della risonanza ottenuta dal tentativo di imporre una data per il ritiro delle truppe da combattimento dal paese mediorientale, il partito di maggioranza al Congresso ha intenzione di aprire altri fronti nella sua battaglia contro il presidente George W. Bush, e potrebbe presto tentare di chiudere il controverso carcere di Guantanamo, ripristinare i diritti legali per i sospettati di terrorismo e arginare le pratiche di controllo e intercettazione avviate dall'amministrazione grazie al Patriot Act, che i democratici definiscono un'incursione nella privacy e nelle libertà civili dei cittadini.

Come riportato dal Washington Post, alcuni esperti politici hanno definito rischioso questo atteggiamento dei democratici, che potrebbe pesare negativamente sulle prossime elezioni. «Se arrivano ad un confronto totale, al punto in cui approvano solo leggi sulle quali il presidente inevitabilmente pone il proprio veto, questa è la ricetta giusta per perdere voti» ha commentato Leon Panetta, ex consigliere della Casa Bianca all'epoca del presidente Bill Clinton, secondo il quale la maggioranza al Congresso dovrebbe invece concentrarsi su temi di politica interna, come l'immigrazione e la sanità. «Lì è la loro vera forza» ha detto. Ma i democratici sembrano determinati ad andare avanti, nonostante il presidente abbia annunciato che darà loro filo da torcere. Bush ha già promesso di porre il proprio veto su qualunque legge imponga una data per il ritiro dall'Iraq, ma sia la Camera che il Senato hanno approvato due misure di questo tipo (anche se leggermente differenti l'una dall'altra) e si apprestano ora a varare un testo congiunto che potrebbe presto giungere sul tavolo del presidente.

E non è tutto: Bush ha promesso di bloccare anche una proposta di legge, approvata dalla Camera, che obbliga il governo a negoziare i prezzi dei medicinali per i pazienti coperti dall'assicurazione sanitaria statale (Medicare). Fino ad oggi il presidente ha usato il proprio potere di veto soltanto una volta, contro la legge che consentiva i finanziamenti statali per la ricerca su cellule staminali embrionali.