Usa, Ikea lancia lo Studio Ovale low-cost

Il colosso svedese segue il trend dell'Obama-mania in vista del trasloco presidenziale. Prevista pure una marcia di sostegno ideale alla famiglia prima del grande giorno

Una libreria Expedit da 60 euro, una lampada Kulla da 80, un tappeto rosso un po’ più costoso, ma soprattutto due immancabili bandiere a stelle e strisce. Benvenuti allo Studio Ovale. Quello versione economy. Perché se nell’originale Nixon parlava al telefono con gli astronauti dell’Apollo 11 e Bush si rivolgeva alla nazione nella sera più tragica - quella dell’11 settembre - in quello riprodotto alla Union Station, la storica stazione ferroviaria di Washington, al massimo ci si può imbattere in qualche mega-offerta per l’arredamento low cost. Succede così ai tempi dell’Obama-mania. Succede che anche l’Ikea, il colosso svedese che ha riempito le case di tutto il mondo di librerie Billy e poltrone Poang stia cavalcando l’onda del presidente eletto Barack Obama. Con uno slogan che riprende il motto del presidente, la multinazionale ha lanciato la campagna «Embrace Change ’09», cominciando da un allestimento che riproduce lo Studio Ovale in versione economica e che rimarrà nella stazione della capitale fino al giorno successivo al giuramento: una sorta di guida all’arredamento per i patiti del primo presidente nero che volessero ricreare fra le mura domestiche la mitica atmosfera della Sala Ovale. Peccato che per i comuni mortali questo voglia dire lacrime e sangue fra scaffali, cacciavite e mogli deliranti. Ma per i patiti di Obama no. Sarà un piacere, dice il colosso del fai-da-te.

Di mezzo c’è pure un finto corteo, previsto per il 15 e 16 gennaio, che accompagnerà idealmente Michelle e Barack nella nuova residenza e la aiuterà psicologicamente nel trasloco più famoso del mondo. Una pagliacciata in nome del business, insomma. Ma decisamente in sintonia coi tempi. Come il sito Internet creato per l’occasione (embracechange09.com) che scandisce, secondo dopo secondo, il tempo che separa i nuovi inquilini dal trasloco - in genere un incubo per chiunque abbia a che fare con l’ordinaria dose di arredamento familiare e le centinaia di inseparabili soprammobili accumulati dal rientro dalle vacanze esotiche -. Infine la linea diretta con Mister Obama. «Fatti avanti - recita compiaciuto un messaggio pubblicato sul sito -. Fai conoscere al presidente i tuoi suggerimenti sull’arredamento casalingo fiscalmente responsabile». L’illusione è che le proposte vengano girate al nuovo inquilino della Casa Bianca. Sempre che Michelle le accolga. Hillary, per esempio, non volle sentire ragioni. Rosso, blu zaffiro e crema i colori che l’ex first lady scelse per lo Studio Ovale, imponendo un cambiamento anche alle altre stanze della residenza presidenziale. E figurarsi ora che da quelle parti si aggirerà anche Mrs Robinson, la suocera del presidente, una che al genero non le manda a dire.

Intanto quel che è certo è che la nuova primadonna Michelle alla White House porterà un servizio di piatti di porcellana cinese e che di tempo per pensare al nuovo arredamento - Ikea? - ne avrà ora che ha dato le dimissioni dall’ospedale di Chicago di cui era vicepresidente. Tra qualche giorno, il 17 gennaio, è anche il suo compleanno e saranno 45. Chissà se Mister President, che qualche giorno fa si è fatto fotografare mentre divorava un hot-dog cipolla mostarda e chili in un fast-food di Chicago, non porti Michelle a fare un giro low cost dalle parti di Ikea.