Usa, interrogatori illegali ai presunti terroristi La "pratica" di Bush va avanti anche con Obama

Come denuncia il <em>New York Times</em> un cittadino somalo, sospettato di essere
legato ad al Qaeda, è stato catturato lo
scorso 19 aprile e interrogato per mesi a bordo di un nave da guerra, senza che gli siano stati
comunicati i suoi diritti, tra cui quello di avvalersi della facoltà di non rispondere

Washington - Esplode la polemica in America. Anche sotto l’amministrazione di Barack Obama gli Stati Uniti continuano a non rispettare le regole negli interrogatori dei sospetti terroristi. Come denuncia il New York Times un cittadino somalo, sospettato di essere legato agli al Shabaab, legati ad al Qaeda nella Penisola araba, è stato catturato dalle forze armate americane lo scorso 19 aprile ed è stato interrogato per mesi a bordo di un nave da guerra, senza che gli siano stati comunicati i suoi diritti, tra cui quello di avvalersi della facoltà di non rispondere o di avere diritto ad un avvocato (Miranda Rights, ndr). Alla fine l’uomo, Ahmed Abdulkadir Warsame, è stato sbarcato ieri, 4 luglio anniversario dell’Indipendenza americana, a New York dove sarà processato.

Warsame è il primo sospetto terrorista straniero di cui è stata annunciata la cattura da parte dell’amministrazione Obama, che nei mesi scorsi era stata criticata da parte repubblicana, per il fatto di essersi impegnata maggiormente in raid anti-terrorismo che hanno portato all’uccisione di un numero record di terroristi - tra i quali spicca ovviamente quello che ha portato alla morte di Osama bin Laden - rinunciando alla cattura di sospetti che, se interrogati, avrebbero potuto fornire importanti informazioni. Il sospetto terrorista somalo è stato incriminato, sempre in gran segreto, la scorsa settimana da un grand jury di New York per aver complottato e sostenuto sia al Shabab, il gruppo islamista somalo, che al Qaeda nella Penisola Arabica nello Yemen. È accusato di aver partecipato ai campi di addestramento di queste organizzazioni, ma non di aver partecipato ad attacchi o complotti contro obiettivi americani.

Per Washington al Qaeda nella Penisola Arabica è ormai diventata la cellula "più attiva operativamente" del network terroristico, responsabile - tra l’altro - del tentato attentato a bordo di un aereo diretto a Detroit nel dicembre 2009 e del complotto per bombardare un aereo cargo lo scorso anno. Negli ultimi mesi l’amministrazione Usa ha parlato di rapporti sempre più intensi tra la cellula yemenita e il gruppo islamista somalo che si oppone al debolissimo governo transitorio somalo. 

Se alla base liberal democratica sicuramente non piacerà scoprire che l’amministrazione Obama ora appare intenzionata a catturare e interrogare sospetti terroristi fuori dalle zone di guerra, i repubblicani non saranno felici del trasferimento del sospetto sul territorio americano. Per impedire la chiusura di Guantanamo, infatti, il Congresso, anche con i voti di alcuni democratici quindi, ha votato una misura che vieta il trasferimento dei detenuti del campo di prigionia nella base americana a Cuba negli Stati Uniti.