Usa, in Iowa è corsa a tre:Romney, Paul e Santorum

L'ultimo sondaggio del più importante quotidiano dell'Iowa, il <em>Des Moines Register</em>. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/usa_-_elezioni_2012/fiacco_spot_gingrich_tvcome... target="_blank">Gingrich strizza l'occhio al Tea Party</a></strong> ma rischia il boomerang. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/usa_-_elezioni_2012/speciale-id=137-tipo=107-rs... target="_blank">GUARDA LA SEZIONE ELEZIONI USA 2012</a></strong>

L'ultimo sondaggio del più importante quotidiano dell'Iowa, il Des Moines Register, parla chiaro: a due giorni dal voto i tre candidati più forti sono Mitt Romney (24%), Ron Paul (22%) e, a sorpresa, Rick Santorum (15%). Da settimane i candidati repubblicani sono impegnati in una dura campagna elettorale in Iowa, tra comizi, incontri pubblici, telefonate agli elettori e montagne di spot in tv. Impressionante il dispiego di denaro in quello che, a conti fatti, è solo un piccolo e assai poco importante stato. Secondo la tradizione l'Iowa stabilisce i perdenti ma non indica il vincente. Ma è proprio così? Si sprecano risorse, tempo ed energie per una sfida che, a conti fatti, vale zero?

Quanto conta il voto nell'Iowa

Andando a controllare le statistiche del passato si scopre che il verdetto delle oltre 1.700 riunioni nelle palestre e nelle scuole che danno vita al Caucus, una indicazione importante la dà. In primo luogo perché provoca una forte "scrematura" tra i candidati. Inoltre perché esprime quelli che sono in lizza per la testa della corsa. Mai un candidato che non si è piazzato fra i primi tre a Des Moines ha mai conquistato la nomination. L'unica eccezione risale a quattro anni fa, con John McCain che arrivò quarto in Iowa ma subito si rifece vincendo in New Hampshire. E poi da lì si aggiudicò il diritto a sfidare Barack Obama per la Casa Bianca.

Se è vero che vincere la partita in Iowa non vuol dire aggiudicarsi la partita finale - che è molto lunga - negli ultimi 16 anni questa regola è stata smentita dai fatti: Bob Dole nel 1996, Al Gore e George W. Bush nel 2000, John Kerry nel 2004 e Barack Obama nel 2008, dopo aver conquistato l'Iowa hanno sbaragliato i loro avversari di partito, guadagnandosi il diritto a correre per la Casa Bianca. Sarà così anche questa volta? Nessuno può dirlo con certezza. Ma i candidati danno il massimo per partire subito bene. Un flop in Iowa vorrebbe dire partire subito in salita e, con ogni probabilità, uscire anzitempo dalla corsa.

Fox News delusa dai candidati del Gop

Negli Stati Uniti Fox News è il canale tv che segue con maggior passione e dedizione i politici conservatori. In altre parole fa il tifo per i repubblicani, con analisi attente dei più autorevoli commentatori. Nonostante la sua ristretta audience - non più di due milioni di persone - Fox News è considerata una fonte di informazione importante e, anche se schierata, equilibrata. Quest'anno aveva iniziato a occuparsi delle primarie titolando "the Fox primary", quasi a voler sottolineare lo stretto legame esistente tra l'elettorato repubblicano e i propri telespettatori più affezionati. Col tempo, però, l'emittente di riferimento dei repubblicani, che ha avuto un ruolo centrale nell'elezione e per tutti gli anni dell'amministrazione di George W. Bush, ha cominciato a guardare con sempre maggior distacco i candidati impegnati nella corsa delle primarie. Neanche Newt Gingrich e Rick Santorum, che sono stati editorialisti dell'emittente,  hanno avuto una particolare copertura. Secondo un recente sondaggio Cbs-New York Times il 37% degli elettori repubblicani in Iowa segue le notizie su Foxnews, mentre appena il 2% su Msnbc, canale all news considerato troppo liberal (di sinistra).