Usa, l'incubo default Obama lancia l'allarme: "Abbiamo poco tempo"

Prosegue lo stallo sull'innalzamento del debito per evitare il default: la Camera approva il piano repubblicano, ma subito arriva la bocciatura del Senato

Washington - Tutto come previsto: prosegue lo stallo sul debito americano. Intanto la scadenza del 2 agosto (data entro cui è necessario trovare un accordo per evitare il default) si avvicina. La novità è che il piano in due tempi dei repubblicani per l’innalzamento del tetto del debito è passato alla Camera dei Rappresentanti (218 sì, 210 no), con 22 repubblicani che hanno votato contro il loro stesso partito. Ma subito dopo è stato bocciato al Senato, controllato dai Democratici, con 59 voti contrari e 41 a favore.

Obama contrario a Boehner Il presidente Barack Obama si era detto contrario al piano in due tempi presentato dallo speaker della Camera John Boehner, ritenendo che avrebbe prolungato l’incertezza per altri sei mesi e arrecato danni probabilmente non solo con il rating creditizio, ma anche con tassi di interesse per i consumatori e le imprese. Ora Washington si prepara a un lungo weekend, una vera e propria battaglia campale tra opposti schieramenti, mentre la più grande economia del mondo è sempre più vicina alla prospettiva di default.

Un nuovo piano dei democratici Si riparte con un'altra proposta, quella formulata dal leader dei democratici al Senato, Harry Reid, hche a rivisto il proprio piano incorporando elementi della misura precedentemente annunciata dal repubblicano Mitch McConnell. Il piano Reid prevede 2.400 miliardi di dollari di risparmi e un aumento del tetto del debito di uguale entità in due fasi, come chiesto dai repubblicani. Gli aumenti dipenderanno dal Congresso, con una maggioranza di un terzo per camera, e non da tagli alle spese.

Il rischio incertezza Il tempo sta per scadere. Ma c’è ancora spazio per un accordo. Obama insiste nel chiedere un compromesso per aiutare "l’ancora fragile economia" ed evitare il default. La soluzione dovrà essere "bipartisan": in gioco c’è - avverte - il rating AAA degli Stati Uniti. Se "falliremo dimostreremo di non avere un sistema politico" che risponde a standard elevati. Il Tesoro convoca le banche per discutere, ufficialmente, le aste della prossima settimana e, ufficiosamente, per delineare la strategia se un accordo sull’aumento del tetto del debito non sarà raggiunto: il tetto del debito va aumentato - affermano il Tesoro e la banche - il prima possibile. Il Congresso deve agire e aumentare il tetto per il periodo più lungo possibile per eliminare l’incertezza che pesa sull’economia. L’obiettivo è un compromesso al massimo entro il fine settimana per evitare il test della riapertura delle borse. La tensione sale: al 2 agosto, quando gli Stati Uniti potrebbero fare default, mancano tre giorni. E le parti continuano a scambiarsi attacchi politici, con i repubblicani che accusano i democratici di scarsa volontà nel ridurre le spese e i democratici che puntano il contro contro i Tea Party, e chiedono che siano abbandonati per facilitare una soluzione.

Una crisi da evitare a tutti i costi "Ci sono molte crisi al mondo che non possiamo prevedere o evitare: uragani, terremoti, tornado e attacchi terroristici. Questa non è una di queste crisi: il potere di risolverla è nelle nostre mani" aggiunge Obama chiedendo ai "repubblicani e ai democratici in Senato di trovare un terreno comune su piano che tutti e due i partiti possono appoggiare e che io possa firmare entro martedì: non è una situazione in cui le due parti sono così lontane". "Ci sono molte strade per uscire da questa situazione ma il tempo sta per scadere. Dobbiamo raggiungere un compromesso entro martedì in modo che il Tesoro possa continuare a pagare i propri conti come ha sempre fatto". Obama ribadisce anche l’invito agli americani a mantenere alta la pressione sul Congresso per un accordo: telefonate, email e cinguettii Twitter potrebbero aiutare a un accordo.