Usa, multinazionale dei souvenirs citata per danni: le sue palle di vetro provocano incendi

Nel 2007 una famiglia del Michigan comprò per 10 dollari un Babbo Natale nella neve e subito dopo la loro casa andò a fuoco. Le assicurazioni, sborsati 1,8 milioni di dollari, ora citano la Hallmark Cards. A causa dei materiali impiegati, il globo si sarebbe trasformato in una lente di ingrandimento che concentrò i raggi solari, innescando così le fiamme

Una compagnia di assicurazione americana, dopo aver sborsato un paio di milioni di dollari per una casa andata a fuoco, ha fatto causa alla ditta costruttrice di una palla di vetro con la neve. Il materiale usato, sostiene la compagnia, avrebbe trasformato la boccia in lente di ingrandimento, concentrando i raggi del sole che avrebbero così innescato l'incendio.
I coniugi Stephen and Florence Hajek, residenti a Petoskey, una cittadina di 6mila abitanti sulle coste del Michigan, tre anni fa comprarono per 10 dollari dalla Hallmark Cards la classica palla di vetro con la neve, con dentro un pupazzo di Babbo Natale. In seguito la casa andò completamente distrutta da un incendio e la compagnia assicuratrice fu costretta a pagare agli Hajek la bella somma di un milione e 800mila dollari. Ma non si rassegnò a perdere la somma, così sviluppò una propria inchiesta e alla fine arrivò alla conclusione che le fiamme erano state provocate proprio da quella piccola, insignificante, e anche un po' volgare, palla di vetro. Nel dubbio già a dicembre dello stesso anno la ditta richiamò dal mercato tutte le 7.000 palle di vetro di neve prodotte. Ma il 2 novembre la compagnia assicuratrice ha citato la Hallmark Cards. Nella richiesta di risarcimento la Hallmark Cards viene accusato di aver usato «materiali inappropriati sia per la sfera sia per i fluidi interni». E per questo dunque il globo avrebbe funzionato come una lente di ingrandimento scatenando l'incendio.
La Hallmark Cards, chiamata a rispondere insieme a una società di Tawan, è un gigante di 16mila dipendenti specializzata in cartoline di auguri e oggettini ricordo. Fondata nel 1910 a Kansas City, nel Missouri, in questi cento anni è diventata licenziataria dei più noti «marchi» dell'intrattenimento come Universal, Warner Brothers, 20th Century Fox, DreamWorks Animation, Peanuts, Hanna Barbera, Looney Tunes, Lucasfilm, Marvel Comics, Simpsons e Walt Disney ma anche industriali come Ford, General Motors e Harley-Davidson. Già in passato è stata al centro di complicate vicende giudiziarie. Fu citata nel 1994 da Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna, per aver usato il suo nome e la celebre frase pronunciata quando toccò il suolo lunare: «Un piccolo passo per l'uomo un grande balzo per l'umanità». La causa fu chiusa con una cifra mai dichiarata che l'astronauta girò poi all'Università di Purdue nell'Indiana. È invece ancora in corso la controversia con Paris Hilton che nel 2007 ha citato la Hallmark Cards per aver usato per una cartolina di auguri una sua foto e la frase «Questo è bollente». La foto la ritraeva vestita da cameriera mentre allungava un piatto di cibo a una cliente con l'avvertenza: «Non toccarlo è bollente». E piuttosto «scottante» per la Hallmark Cards potrebbe rivelarsi anche questa nuova causa civile.