Usa, Obama incorona Hillary Clinton "Tolleranza zero contro il terrorismo"

Il presidente eletto
ha ufficialmente presentato la squadra con cui governerà: "Un nuovo team per una nuova alba della leadership americana per dare agli States un ruolo come leader nel mondo". Nominata l'ex first lady segretaria di Stato: "Non agiremo senza il mondo". Il ministro della Difesa Gates resterà a capo del Pentagono

Washington - "Un nuovo team per una nuova alba della leadership americana". L'obiettivo? Unico e imprescindibile: "Dare agli States un ruolo come leader nel mondo". Il presidente americano eletto Barack Obama lancia la nuova squadra che avrà il compito sia di rilanciare il Paese in questo momento di profonda crisi economica sia di cogliere le sfide internazionali. E tra gli obiettivi principali la lotta al terrorismo: "Non tollereremo chi uccide gli innocenti". Come da copione, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha ufficialmente nominato l’ex rivale Hillary Clinton segretario di Stato e ha chiesto al ministro della Difesa Robert Gates di restare a capo del Pentagono.

L'ora di Hillary Il presidente americano eletto Barack Obama ha ufficialmente nominato l’ex rivale Hillary Clinton segretario di Stato. La nomina dell'ex first lady, una "americana di straordinaria statura" e che "è rispettata in tutte le capitali", segnala ad "amici e nemici" dell’America "l’impegno che l’amministrazione Obama metterà nel rinnovare la diplomazia e riparare le alleanze". "L’America non può risolvere le crisi senza il mondo. E il mondo non può risolverle senza l’America", ha subito fatto eco la Clinton, parlando a Chicago a fianco di Obama e promettendo che l’America "tornerà di nuovo" a collaborare con il resto del mondo nell’affrontare le crisi planetarie.

Gates resta al Pentagono Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha chiesto al ministro della Difesa Robert Gates di restare a capo del Pentagono e ha scelto l’ex generale James Jones come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Obama ha, quindi, ricordato che Gates e le forze armate avranno "una nuova missione" dal giorno dell’insediamento: "Porre fine responsabilmente alla guerra in Iraq attraverso una riuscita transizione al controllo iracheno". Allo stesso tempo, ha continuato il nuovo inquilino della Casa Bianca, gli Stati Uniti dovranno "assicurare di avere le strategie e le risorse per riuscire contro al Qaeda e i talebani". Per l’America è, infatti, "tempo di un nuovo inizio per affrontare le sfide globali del mondo" prima fra tutte quella al terrorismo. L'America rafforzerà la propria capacità di "sconfiggere i nostri nemici" e "portare aiuto ai nostri amici". "Rinnoveremo le nostre alleanze e rafforzeremo le nostre partnership - continua Obama - dimostreremo ancora una volta al mondo intero che l’America è capace di difendere senza esitazione il suo popolo".

La politica in Iraq Il presidente eletto degli Usa ha confermato di ritenere che 16 mesi sia "l’arco di tempo giusto" per il ritiro dall’Iraq di tutte le forze da combattimento americane, ma ha aggiunto che una volta insediato alla Casa Bianca, ascolterà le valutazioni dei vertici del Pentagono. Obama ha sottolineato che il ritiro riguarderà le sole forze militari operative americane, mentre resterà "con ogni probabilità la necessità di mantenere per qualche tempo forze residue" per operazioni di sicurezza e logistiche. I passi compiuti dall’Iraq nel definire le scadenze della permanenza americana nel paese "vanno nella giusta direzione", ha detto Obama spiegando che valuterà con Gates e con i capi degli Stati Maggiori la situazione sul terreno, prima di decidere i tempi del ritiro delle forze. 

Il peso dell'Onu sulla politica americana Cade su Susan Rice, consigliere di politica estera del presidente americano, la scelta del nuovo ambasciatore all’Onu. Una nomina importante dal momento che lo stesso Obama ritiene le Nazioni Unite "un forum indispensabile e imperfetto" con un ruolo decisivo in un mondo in cui "sfide globali richiedono istituzioni globali che funzionino". Secondo Obama, infatti, la designata porterà "il messaggio che il nostro impegno per azioni multilaterali deve essere accompagnato da un impegno per la riforma". "Abbiamo bisogno di un’Onu che sia più efficace come luogo di azione collettiva, contro il terrorismo e la proliferazione, sul cambiamento climatico e contro il genocidio, sulla povertà e contro le malattie", ha spiegato confermando che la Rice, come era accaduto in altre amministrazioni americane, avrà una posizione di livello ministeriale e farà parte del gabinetto del presidente. Confermando che l’impegno principale dell’amministrazione Obama nei confronti dell’Onu sarà quello di "rafforzare le capacità dell’organizzazione e perseguirne una riforma", la Rice ha ricordato che gli Stati Uniti "sono stati una parte essenziale nella creazione dell’Onu" e intendono ora aumentare il loro impegno nell’organizzazione. "Nessuno dei nostri obiettivi può essere raggiunto dall’ America da sola", ha detto la Rice promettendo maggiore collaborazione internazionale rispetto agli anni scorsi.

Le altre nomine Una donna e una italo-americana alla testa del ministero della Sicurezza Interna, che è toccato alla governatrice del’Arizona, Janet Napolitano, alla testa del ministero per la Homeland Security. L’avvocato ed ex alto funzionario dell’amministrazione Clinton, Eric Holder, è stato scelto come nuovo ministro della giustizia.