Usa, Obama ora replica ai colpi bassi di McCain

Stanotte il secondo dibattito televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca. Si prospetta una vera battaglia dopo che i due sfidanti hanno deciso di abbandonare i guanti bianchi per passare alle <em>dirty politics</em>

Agguerriti. Anzi, arrabbiati; senza più alcun riguardo. Stanotte Barack Obama e John McCain si affrontano per il secondo dei tre dibattiti televisivi, ma il contesto sarà completamente diverso. E non solo perché risponderanno alle domande poste direttamente dal pubblico nel campus della Belmont University di Nashville anziché a quelle del conduttore. In dieci giorni è cambiato tutto. Wall Street è crollata, la Palin è risorta, ma Obama continua ad aumentare il suo vantaggio. Ed è cambiato lo spirito della campagna: McCain, che deve ribaltare la tendenza, ha deciso di convertirsi a quelle dirty politics, (le politiche sporche), che fino a qualche mese fa aborriva. Il che significa tentare di distruggere la credibilità di Barack spalando vigorosamente nel fango.

Ha iniziato Sarah dichiarando in tv che Obama «è amico dei terroristi», in riferimento alla sua amicizia con un ex bombarolo degli anni Sessanta, ma sono pronte altre cannonate. Quattro anni fa Bush riuscì con metodi analoghi ad annullare in extremis il vantaggio di Kerry. Ma Obama ha imparato la lezione e anziché far spallucce, come il suo predecessore, ha deciso di rispondere colpo su colpo. Ieri lo staff del candidato democratico ha diffuso uno spot in cui si ricorda il coinvolgimento di McCain, vent'anni fa, nella bancarotta dell'istituto di credito, guidato da un uomo d'affari, Charles Keating, che aveva finanziato la campagna elettorale del senatore dell'Arizona e di altri quattro parlamentari, sia democratici che repubblicani. Quando si trovò in difficoltà Keating si rivolse ai cinque politici inducendoli a intervenire presso le autorità di controllo, che infatti abbassarono la guardia. Dopo qualche mese la banca fallì lasciando sul lastrico ventimila risparmiatori. McCain fu assolto, ma la corte biasimò la sua scarsa capacità di giudizio.

Obama, che ha anche pubblicato su Internet un filmato di 13 minuti sulla vicenda, insinua che già nel 1989, ai tempi della crisi della banche di deposito, il suo rivale era dalla parte dei finanzieri più spregiudicati e difendeva le politiche di deregolamentazione che hanno provocato l'attuale dissesto del sistema bancario. Insomma, se McCain intende continuare a far campagna con i metodi di Karl Rove (lo spregiudicato spin doctor di Bush), il senatore nero non si tirerà indietro. E intende dimostrarlo già questa notte. Addio buone maniere. Il primo dibattito era stato noioso, il secondo si annuncia tempestoso.

Intanto arrivano nuovi dati che alimentano le speranze di Barack. Contrariamente a quanto accade in Europa, dove ogni cittadino riceve a casa la tessera elettorale, negli Usa per esercitare il diritto di voto bisogna iscriversi nei registri, peraltro dichiarando il proprio orientamento politico (repubblicano, democratico o indipendente). Nelle ultime due elezioni i conservatori avevano dimostrato una capacità di mobilitazione decisamente superiore, ma quest'anno è accaduto l'opposto, soprattutto negli Stati chiave, dove ieri è scaduto il termine di iscrizione. In Florida i progressisti sono risultati più numerosi con un rapporto di due a uno, in Colorado e Nevada di quattro a uno, nella Carolina del Nord addirittura di sei a uno. È un esercito di quattro milioni di nuovi elettori che potrebbe risultare decisivo il 4 novembre.

Tra loro anche coloro che continuano a fare donazioni sul sito di Obama, non sempre in modo trasparente, però. Newsweek ha scoperto che alcuni lasciano generalità false e versano più dei 2.500 dollari consentiti. I repubblicani sospettano che molti finanziamenti provengano dall'estero, il che è vietato dalla legge. La commissione elettorale ha aperto un'inchiesta su una vicenda che rischia di diventare esplosiva.