Gli Usa premono per un dialogo serrato tra Olmert e Abu Mazen

Prosegue lo sforzo diplomatico degli Stati Uniti in Medio Oreinte. Il segretario di stato americano Condoleezza Rice
darà il proprio contributo proseguendo le proprie visite frequenti: negli ultimi mesi hanno
assunto un ritmo mensile

Gerusalemme - Nell'intento di portare avanti il processo di pace israelo-palestinese il premier Ehud Olmert e il presidente Abu Mazen si incontreranno d'ora in poi con una frequenza bisettimanale, mentre il segretario di stato americano Condoleezza Rice darà il proprio contributo mediante spole frequenti, che negli ultimi mesi hanno assunto un ritmo mensile. Lo ha reso noto oggi a Gerusalemme la stessa Rice secondo cui anche i Paesi arabi i cui dirigenti si incontrano domani a Riad (Arabia Saudita) possono dare un contributo positivo «dimostrando che Israele viene accettato come una componente di questa Regione». La Rice ha cercato di sdrammatizzare il rinvio della conferenza stampa da ieri sera a stamane. Secondo diversi mezzi di informazione quel rinvio sarebbe stato dovuto a gravi dissensi emersi ieri nei colloqui con Olmert e con il ministro degli esteri Tzipi Livni

La Rice ha preferito affermare che la sera va a letto presto, «verso le nove e mezzo» mentre di mattina ha aggiunto con un sorriso smagliante - è «molto più fresca». In sintonia con le aspettative israeliane, ha sottolineato che una intesa definitiva fra israeliani e palestinesi deve essere fondata sul Tracciato di pace del Quartetto. Il Segretario di stato ha anche affermato che gli accordi della Mecca, su cui si fonda il nuovo governo di unità nazionale palestinese, «hanno complicato le cose». Il nuovo governo di Ismail Haniyeh non ha infatti ancora accettato esplicitamente le condizioni principali del Quartetto, ossia il riconoscimento di Israele, il ripudio della violenza e la adesione ai passati impegni dell'Anp (Autorità palestinese).

Quelle condizioni sono invece accolte da Abu Mazen, ha aggiunto la Rice, che resta dunque un «serio partner» negoziale per Israele. Con la collaborazione del rappresentante Usa nella zona, il generale Keith Dayton, israeliani e palestinesi dovranno adesso discutere questioni immediate come il rafforzamento della tregua, la libertà di spostamento dei palestinesi nei Territori, la apertura dei valichi e altri passi concepiti per accrescere la fiducia reciproca. In seguito si addentreranno anche nella definizione del cosiddetto «orizzonte politico» per i palestinesi. «Si tratta di preparare il terreno», ha spiegato, nella evenienza che si verifichi una apertura diplomatica inaspettata che consenta di giungere ad accordi. I palestinesi, ha osservato, si attendono di creare uno stato indipendente «in grado di esistere», mentre gli israeliani vogliono essere sicuri che tale stato sia democratico e non rappresenti una minaccia per la loro sicurezza. Malgrado la complicatezza della situazione la Rice ha confermato che «la pace è una priorità per questa Amministrazione».