Usa, primarie nell'Iowa Romney è la certezzaSantorum è la novità

<p>L'ex governatore del Massachusetts è più che mai il<em> frontrunner</em><br /> delle primarie repubblicane. Ma Santorum è carico a pallettoni: in corsa lui e la sua storia da iperconservatore. <strong><a href="/usa_-_elezioni_2012/usa_iowa_vince_romneycon_scarto_soli_8_votidietro_lui_ce_santorum/iowa-rick_santorum-mitt_romney-primarie_usa-usa_2012/04-01-2012/articolo-id=565327-page=0-comments=1" target="_blank">Vittoria con uno scarto di 8 voti per Romney.</a> LO SPECIALE <a href="http://www.ilgiornale.it/usa_-_elezioni_2012/speciale-id=137-tipo=107-rs... target="_blank">ELEZIONI USA 2012</a><br /></strong></p>

La notte dell'Iowa ha regalato una certezza e una novità. Romney-Santorum, ecco. Due nomi due notizie. La prima è che l'ex governatore del Massahusetts è più che mai il frontrunner delle primarie repubblicane: il candidato più forte, l'uomo da battere, quello che può perdere più per demeriti suoi che per meriti altrui.

La seconda notizia è che Rick Santorum è carico a pallettoni: in corsa lui e la sua storia da iperconservatore, lui e la sua campagna partita in sordina ed esplosa nell'ultima settimana. L'unico che aveva detto: se arrivo ultimo in Iowa lascio, oggi si ritrova secondo per una manciata di voti. Significa che c'è. Significa che corre. Ora lo aspetta una settimana di pressione mediatica mai vista prima: lo racconteranno, lo sminuzzeranno, lo criticheranno. Da qui al 10 gennaio, cioè fino alle primarie del New Hampshire, sarà la Santorum mania. Nel bene, nel male. Siti, giornali, tv. Romney a guardare, con un vantaggio di venti punti in tutti i sondaggi delle primarie in NH. Il frontrunner dovrà contenere l'avanzata possibile dell'avversario, ma se dovesse vincere (come oggi è probabile) in New Hampshire, avrebbe un margine di vantaggio tale da permettergli di affrontare le future tappe delle primarie con una discreta serenità.

Se, però, Santorum non dovesse cedere di schianto alla prima curva, sarà di fatto l'avversario di Romney. Se, invece, dovesse crollare, sarà stato un eroe per una notte. Come Huckabee quattro anni fa. Gli altri? Michelle Bachmann è fuori gioco. Lo era già prima, lo è ora, ma sembra non volerlo ammettere. Ron Paul è arrivato terzo in Iowa, nonostante fosse convinto di vincere. Rick Perry è stato la delusione delle delusioni. Per lui e per i suoi fan: quinto dietro a Gingrich, quinto e praticamente fuori gara, nonostante i milioni di cui dispone siano tanti. Troppe gaffe, troppi errori, troppo impreparato a un ruolo così importante.

Poi c'è Gingrich, appunto. Resta in corsa, perché in Iowa non aveva mai pensato di vincere. Punta ad altri stati. Poi si vedrà. Intanto sappiamo quello che farà in questa settimana: giocherà all'attacco di Romney e anche di Santorum.