Usa: ritiro dall’Irak entro il 2009 Vicino l’accordo finale sui tempi

da Bagdad

Washington e Bagdad hanno annunciato di essere d’accordo sulla necessità di fissare un calendario per il ritiro delle truppe americane dall’Irak. Secondo quanto riferito da un alto ufficiale del Pentagono, il disimpegno dalle città irachene potrebbe iniziare non prima di giugno 2009.
Il segretario di Stato Condoleezza Rice, in visita a sorpresa a Bagdad, e il suo omologo iracheno, Hoshyar Zebari, hanno dichiarato che un accordo sull’exit strategy degli Stati Uniti è vicino, ma non è stato ancora finalizzato. L’intesa sullo status delle forze americane è parte di un piano strategico temporale che ha al centro le relazioni a lungo termine tra Stati Uniti e Irak. Dovrebbe legittimare la presenza delle truppe americane nel Paese mediorientale oltre la fine del 2008, quando scadrà il mandato delle Nazioni Unite sulla missione internazionale.
I negoziati sull’intesa tra i due Paesi vanno avanti da mesi e frizioni politiche interne a Bagdad hanno rallentato la firma. Anche ieri, i responsabili dell’ufficio politico che fa riferimento al leader sciita Moqtada al Sadr hanno criticato la visita di Rice e il possibile accordo sullo status delle truppe. Hanno inoltre ripetuto la richiesta di immediato ritiro delle «forze di occupazione americane».
Il numero di soldati americani in Irak è sceso da un picco di 160mila unità nel 2007 a 144mila oggi. L’accordo prevederebbe, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il ritiro dell’esercito degli Stati Uniti dalle città nelle basi circostanti a partire dalla prossima estate e il disimpegno completo dal Paese tra 2010-2011. Lo avrebbe detto al giornale americano il vice ministro degli Esteri Mohammed al Haj Hummood, secondo il quale una bozza dell’accordo è stata già completata e sarà presentata ai vertici iracheni per essere poi sottoposta all’approvazione del Parlamento. Nel documento non sarebbero incluse date.
Le altre questioni controverse che dovranno essere incluse nell’accordo sono l’immunità delle forze americane alla legge irachena, lo status dei prigionieri detenuti dall’esercito degli Stati Uniti: circa 21 mila persone.
La questione del ritiro dei soldati americani e dell’exit strategy di Washington dall’Irak è centrale nella campagna elettorale. Il candidato democratico Barack Obama ha auspicato orizzonti temporali per il disimpegno simili a quelli che dovrebbero essere contenuti nella futura intesa; il repubblicano John McCain è sulle posizioni dell’amministrazione Bush, che finora ha preferito non comunicare una data precisa per il ritiro dall’Irak. Condoleezza Rice ha detto che gli obiettivi devono essere realistici.