Gli Usa: «La rivolta musulmana istigata dall’Iran e dalla Siria»

Accuse della Rice, che parla di manovra deliberata. Nuovi scontri per le vignette. I talebani offrono 100 chili d’oro a chi uccide gli autori delle caricature

Fausto Biloslavo

Altri quattro morti in Afghanistan per le caricature di Maometto e violenze in Cisgiordania dove gli osservatori europei, compresi 16 carabinieri, hanno dovuto abbandonare il loro quartier generale a Hebron preso d’assalto da una folla di palestinesi. L’ira islamica non è solo spontanea, ma viene pilotata dal regime iraniano e siriano. Lo ha denunciato ieri a Washington Condoleezza Rice, il segretario di Stato americano: «Siria e Iran hanno deliberatamente fomentato le proteste dei musulmani per le vignette su Maometto». Il segretario di Stato ha formulato le accuse durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni. Secondo la Rice Iran e Siria hanno fatto di tutto «per infiammare gli animi» in modo tale da sfruttare l’ondata di sdegno dei musulmani a proprio vantaggio e «di questo il mondo deve chiamarli a rispondere».
A Qalat, nella provincia meridionale afghana di Zabul, la polizia si è messa a sparare, inizialmente in aria, quando una folla minacciosa di circa 600 persone, che protestava contro la satira su Maometto, ha iniziato una fitta sassaiola contro gli agenti e dato alle fiamme un loro mezzo. La situazione è degenerata quando i manifestanti hanno marciato verso una vicina base americana. Quattro camion cisterna che stavano trasportando carburante ai soldati Usa sono stati assaliti e dati alle fiamme. I militari americani hanno lanciato razzi illuminanti nel tentativo di disperdere la folla, ma alla fine la polizia ha sparato ad altezza d’uomo. Nella battaglia urbana di Qalat sono morti 4 afghani e una ventina rimasti feriti, compresi alcuni poliziotti. Secondo le autorità locali sono stati arrestati diversi talebani, infiltrati fra i manifestanti, che aizzavano la folla. Secondo l’Afghan Islamic press, vicina ai fondamentalisti, il supremo comandante militare talebano, mullah Dadullah, avrebbe offerto 100 chili d’oro a chiunque uccida uno dei vignettisti che hanno disegnato Maometto e 5 chili di lingotti all’assassino di un soldato danese, norvegese o tedesco in Afghanistan. Nel vicino Pakistan tremila manifestanti sono scesi in piazza nelle zone tribali gridando «Morte alla Danimarca, lunga vita ai talebani».
L’antiterrorismo occidentale si attende un messaggio dei massimi vertici di Al Qaida (il numero due Ayman al Zawahiri o lo stesso Osama bin Laden) sulla vicenda delle vignette, che potrebbe rappresentare anche un messaggio per un attentato in Europa.
Ieri sono tornati ad agitarsi i palestinesi, che hanno preso d’assalto la missione degli osservatori europei (Tiph) a Hebron, la città della Cisgiordania dove vivono 130mila palestinesi e 500 coloni ebrei. Centinaia di persone hanno lanciato sassi contro il quartier generale della Tiph mandando in frantumi tutte le finestre. Una ventina di giovani, penetrati all’interno, sono stati respinti dai 16 carabinieri al comando del colonnello Luciano Zubani, veterano dell’Irak. Alla fine è intervenuta la polizia palestinese e pure tre blindati israeliani, che hanno permesso l’evacuazione dei 71 membri della missione asserragliati a Hebron. Dieci osservatori danesi erano già stati evacuati in via precauzionale a Tel Aviv e da ieri sono stati raggiunti da tutti gli altri.
In Bangladesh manifestanti islamici hanno bruciato anche delle bandiere italiane, probabilmente scambiandole per quelle francesi, ma si è sfilato pacificamente pure a Sarajevo, mentre due giornali yemeniti, che avevano pubblicato alcune delle vignette incriminate, sono stati chiusi e i direttori arrestati. Dal mondo iraniano, invece, arriva una voce controcorrente. Il noto dissidente Hashem Aqajari ha dichiarato all’agenzia Isna: «Vediamo che i quotidiani europei pubblicano sgradevoli insulti al nostro stimato profeta con il pretesto della libertà di stampa. Tutto ciò è tuttavia collegato ad altre persone che hanno esibito violenza, terrore e repressione con il pretesto dell’Islam».
Il settimanale francese Charlie Hebdo ha ripubblicato ieri le 12 vignette incriminate con una nuova caricatura di Maometto in copertina. Anche un giornale australiano ha deciso di pubblicare una delle vignette, che rischiano di continuare a scatenare ondate di proteste e violenze.