Usa: «Sanzioni entro il 18». Ma Solana frena

Mosca: stop alla centrale di Bushehr se Teheran caccia gli ispettori Onu

da Berlino

Pressing degli Stati Uniti per arrivare a una bozza di risoluzione Onu che preveda sanzioni all'Iran entro la prossima settimana. Ma non si attenuano le divisioni emerse su questo punto nella riunione di Berlino con gli altri componenti del «5+1», Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina e Russia. Da Copenaghen, dove si trova in visita, è intervenuto Javier Solana che ha escluso l'ipotesi di sanzioni contro Teheran fino a quando saranno in corso i negoziati sul suo programma nucleare. Il fatto nuovo è semmai rappresentato dalla dichiarazione del capo dell’agenzia atomica russa Serghei Kiriyenko, secondo il quale Mosca fermerebbe i lavori di costruzione del primo reattore atomico iraniano a Bushehr se gli ispettori Onu fossero espulsi. Un incontro tra l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue e il capo negoziatore iraniano, Alì Larijani, dovrebbe tenersi oggi a Vienna dopo aver subito un rinvio. All'indomani della riunione del «gruppo 5+1» il delegato statunitense, il sottosegretario di Stato Nicholas Burns, sollecita una bozza di risoluzione contro Teheran. «Se non sospendono il processo di arricchimento dell'uranio, è chiaro che ci rivolgeremo molto presto al Consiglio di Sicurezza per prendere in considerazione le sanzioni - ha affermato -. Pensiamo che al termine delle discussioni telefoniche in programma per lunedì e forse in seguito ad altri colloqui all'inizio della settimana, ci dovremmo muovere verso una bozza di risoluzione». Burns ha spiegato che Washington auspica che la bozza sia pronta per l'avvio della sessione inaugurale dell'assemblea generale dell’Onu in programma dal 12 al 18 settembre.