Usa, suicida la maitresse che inguaiò i politici

Deborah Jane Palfrey, la Madam Dc che gestiva una casa d'appuntamenti a Washington, si è impiccata a Miami. Era coinvolta in uno scandalo che poteva costarle 55 anni di carcere

Miami - La sua storia era finita sotto i riflettori l’estate scorsa, quando Deborah Jane Palfrey, maitresse d’alto borgo di Washington, vuotò il sacco sui propri clienti illustri, alcuni dei quali di casa tra le mura del Congresso. Ora la sua storia torna alla ribalta, perché Madam Dc, come la chiamano i giornali americani, si sarebbe tolta la vita. Non manca però chi si mostra perplesso e, come nel copione di un film, parla di complotti e intrighi e dubita del fatto che la donna possa realmente essersi suicidata.

Il suicidio Secondo quanto riportato dalla polizia, il corpo della maitresse sarebbe stato trovato in un capanno nei pressi della casa di sua madre giovedì mattina: la donna si sarebbe impiccata. Accanto al cadavere sarebbe stato rinvenuto un messaggio, il cui contenuto non è stato rivelato. Madam Dc era stata riconosciuta colpevole lo scorso 15 aprile da un giudice federale proprio per avere gestito un giro di prostituzione in cui sarebbero stati coinvolti alcuni esponenti di Washington, come il senatore repubblicano della Louisiana David Vitter. Lei aveva negato che il servizio di accompagnatrici da lei gestito fosse in qualche modo collegato alla prostituzione, sostenendo che se qualcuna delle sue ragazze si era fatta pagare per prestazioni sessuali, era avvenuto a sua insaputa. La sua versione non ha comunque convinto la corte che l’aveva riconosciuta colpevole anche di riciclaggio di denaro e criminalità organizzata. Palfrey, che avrebbe condotto attività illecite per 13 anni, rischiava fino a un massimo di 55 anni di carcere e attendeva la sentenza per il prossimo 24 luglio.