Usa, Sun a Oracle per 7,4 miliardi di dollari

Oracle compra Sun Microsystem per 7,4 miliardi di dollari: 5,6 miliardi offerti per le azioni, ai quali vanno aggiunti i debiti dell’azienda.
L’operazione ha sorpreso il mercato dato che Sun, fondata da Scott McNealy, era da mesi nel mirino di Ibm. Ma la Oracle di Larry Ellison (nella foto), anche lui grande protagonista del panorama High Tech statunitense, ha messo sul piatto 9,5 dollari ad azione rispetto ai 9,4 di Ibm. In questo caso, però, non si tratta solo di una questione di soldi: Sun, infatti, non aveva gradito le condizioni poste da Big Blue rifiutando l’offerta. Era da tempo, comunque, che Sun stava cercando un partner disposto ad acquistarla, visto che dopo il decennio di grande crescita degli anni ’90, quando i suoi server andavano letteralmente a ruba dato che erano i più affidabili per far girare la grande massa di dati del web, non si era più ripresa dal contraccolpo dello scoppio della bolla di Internet. Inoltre non è mai riuscita a trovare un modo redditizio per commercializzare il suo software di maggior diffusione, ossia Java, che pur essendo presente in moltissime applicazioni Internet, non ha mai portato grandi profitti per la società che l’ha inventato.
In ogni caso, l’integrazione tra Oracle e Sun pare molto interessante. Le due società sono già strettamente intrecciate tra loro: Fusion Middleware, l’attività di Oracle che cresce più velocemente, è costruita proprio sul software Java. Per contro il sistema operativo di Sun, Solaris, si basa su una piattaforma di database realizzata da Oracle.
E, secondo Ellison, «Oracle è la sola società di software in grado di realizzare un sistema integrato di applicazioni». Forte di questa certezza, Oracle ha già realizzato diverse importanti acquisizioni. Ma questo affare, secondo il presidente della società, Safra Catz, dovrebbe spingere in alto l’utile per azione di 15 centesimi e dovrebbe inoltre migliorare l’utile operativo di 1,5 miliardi già nel primo anno e di oltre 2 miliardi a partire dal secondo anno. L’operazione, dunque, sempre secondo Catz, sarà più redditizia rispetto ad altre acquisizioni realizzate in passato, come quella di Bea System, Peoplesoft e Siebel.
A manifestare interesse erano state Ibm, Oracle, Hewlett-Packard, Dell e Cisco Systems. Alla fine ha prevalso Oracle e il presidente di Sun Scott McNealy può tirare un sospiro di sollievo dato che la sua società ha visto una riduzione del fatturato dell’11% all’anno dal 2001 in poi e solo nell’ultimo trimestre ha fatto registrate perdite per 209 milioni di dollari.
L’accordo farà di Oracle il quarto più grande produttore al mondo di server, il secondo nella fascia alta di mercato, valutato 17 miliardi di dollari l’anno, mentre è già secondo produttore di software aziendale sempre dopo Ibm.
Il cda di Sun ha approvato l’operazione all’unanimità ma questo punto la palla passa alle autorità e agli azionisti. In Borsa il titolo è schizzato del 36% attestandosi a 9,09 dollari, mentre Oracle è arretrata del 1,50%. Giù anche Ibm, che ha perso l’1% circa.