Usa Il Tesoro presenta il piano salvabanche Obama: i rischi restano

Il presidente degli Stati uniti Barack Obama lancia l’allarme e mette in guardia su un sistema finanziario ancora a rischio per la crisi economica. Se una grande istituzione o una grande banca, ha affermato ieri, dovessero fallire, potrebbero trascinare con sé molte altre istituzioni finanziarie. E per questo non agire, aggiunge, potrebbe portare con sé molti altri gravi problemi. Di ieri l’annuncio di una nuova iniziativa della sua amministrazione per stabilizzare il sistema finanziario americano che si aggiunge al pacchetto di salvataggio da 700 miliardi di dollari. Secondo il «Washington Post», il piano che il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, annuncerà oggi prevede la creazione di un nuovo ente governativo, il Public investment corporation per finanziare l’acquisto di titoli tossici e prestiti inesigibili dalle banche in crisi fino a mille miliardi di dollari, con la partecipazione anche di investitori privati. Il grosso della somma sarà stanziata dal governo federale che si accollerà maggiori rischi rispetto ai privati. Il nuovo ente, sostenuto anche dalla Fdic (l’organo federale che garantisce i depositi bancari) e dalla Federal reserve, sarà dotato di un fondo tra i 75 e i 100 miliardi destinato ad aumentare. I dettagli del piano salvabanche non sono stati definiti e il «Washington Post» teme che i mercati potrebbero restare delusi. Tensione alta anche in Europa. A lanciare l’allarme il commissario agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia: «Sì, possiamo aspettarci altre crisi in Europa, anche nella zona euro, ma siamo attrezzati per contrastarle», ha ammesso. A preoccupare sono Paesi «come Italia e Grecia» che non hanno consolidato le finanze pubbliche prima della crisi. E intanto la Bce si prepara ad abbassare ancora i tassi per contrastare la recessione. «Non escludo che vi possano essere problemi anche nella zona euro, li abbiamo già», ha detto Almunia. «Ma - ha aggiunto - abbiamo anche gli strumenti tecnici e politici per risolverli».