Uscio, è lite continua per le telefonate del sindaco

Uscio, ore 18,30. Al suono di bordo ring che ha dato il via al consiglio comunale di martedì sera, la minoranza «Insieme per il bene di Uscio» guidata da Massimo Terrile ha presentato una mozione per chiedere le dimissioni del sindaco Massimiliano Bisso. Dimissioni come «estremo atto di responsabilità», ci tiene a precisare la mozione, «in seguito alle ipotesi di peculato e falso». Al centro della battaglia politica, infatti, sono finiti i tabulati telefonici del cellulare del sindaco. Tabulati della Wind, che se in inglese significa vento, a Uscio ha scatenato una vera tempesta. Oltre a un esposto alla Procura della Repubblica presentato a dicembre dalla consigliera di opposizione Simona Torre. Nel mirino sarebbero finite, pare, chiamate private non solo in Italia, ma anche in Francia e in Brasile. E mentre in Comune si discute tra privacy e trasparenza, il sindaco martedì ha provato ad abbassare i toni. «Mi rendo conto che il clima negli ultimi tempi si è deteriorato, ma chiedo a tutti di fare un passo indietro» l’invito di Bisso che dopo aver incassato un mese fa le dimissioni della consigliera (e assessore) Maria Pia Sbarbaro, avantieri ha provveduto alla surroga con Davide Benvenuto. Comunque nel round combattuto martedì sera in consiglio non ci sono stati colpi alla testa come quello denunciato lo scorso aprile dall’ex vicesindaco (passato all’opposizione) Giuseppe Garbarino durante una lite col geometra del Comune Piero Castagnola per una baracca abusiva contestata dal tecnico comunale su di un terreno della famiglia di Garbarino. Un match finito a favore di Garbarino che con sette giorni di prognosi (diagnosticati dall’ospedale di Recco) ha messo a tappeto Castagnola che ha potuto vantare un solo giorno. Martedì sera non sono andate in scena neanche le infervorate dispute col parroco don Guido Salluard che, secondo la cronaca locale, si è recentemente rivolto alla giustizia terrena, con tanto di esposto ai carabinieri di Uscio, per dirimere un’antica questione di box realizzati sotto la Chiesa di Calcinara dal Comune. Che nella persona del sindaco non ha evidentemente gradito quando, poco prima di Natale, il pastore delle anime di Salto, Terrile e Calcinara si è messo alla guida della protesta degli abitanti di Terrile contro il Comune per la frana che ha colpito la frazione. Insomma, un clima che ha indotto l’amministrazione a mettere a bilancio oltre 50mila euro per spese legali. Facendo probabilmente guadagnare al paese il titolo di Comune più litigioso della Liguria.