Uscirà anche in America il film di Polanski

Milano Uscirà in America il nuovo film del regista Roman Polanski, attualmente agli arresti domiciliari nello chalet di Gstaad in Svizzera. La Summit ha infatti acquisito i diritti di distribuzione in Nord America per The Ghost Writer, ispirato all’omonimo romanzo di Robert Harris. Si tratta di un thriller politico denso di atmosfera e di suspense, una storia di delusioni e tradimenti - sessuali, politici e letterari - in un mondo in cui nulla è come sembra. Originariamente intitolato The Ghost, il film uscirà anche in Italia, distribuito dalla società 01 a febbraio e potrebbe essere scelto per il festival di Berlino. La pellicola si trovava nella fase della post produzione quando, in settembre, il regista franco-statunitense è stato arrestato a Zurigo su segnalazione della procura di Los Angeles per il presunto stupro di una tredicenne a Hollywood, nel 1977. Secondo The Hollywood Reporter la società Summit, che è la stessa che distribuisce il blockbuster Twilight, lo farà uscire in America nella prima metà del 2010. Il film racconta di uno scrittore inglese (Ewan McGregor) che accetta di completare le memorie dell’ex primo ministro britannico Adam Lang (Pierce Brosnan), dopo che il collega che le aveva iniziate è morto in un disgraziato incidente. Quando lo scrittore raggiunge l’ex premier in un’isola sulle coste orientali degli Stati Uniti, esplode uno scandalo: Lang viene accusato di attività illegali, connesse a terrorismo e torture. Di colpo l’isola è invasa da giornalisti e manifestanti. Lo scrittore intanto comincia a sospettare che il suo predecessore abbia scoperto qualcosa di terribile che collega Lang alla Cia e comincia a temere per la propria vita.
Il regista ha accolto la notizia della distribuzione in America del suo ultimo film nella sua abitazione di Gstaad, dove si trova detenuto agli arresti domiciliari, in attesa della decisione definitiva sulla sua estradizione negli Stati Uniti, e «coccolato» dai vicini di casa, che non hanno mai avuto dubbi. Non tanto sulle sue responsabilità nella violenza sessuale sulla giovanissima modella con la quale si trovava nella villa di Jack Nicholson quanto sull’inopportunità di riaprire il caso dopo oltre trent’anni.