Uscirà di prigione la cristiana Asia Bibi: «È innocente»

Asia Bibi, la cristiana pachistana condannata a morte per blasfemia, sarebbe stata scarcerata ieri dopo aver ottenuto la grazia dal presidente Asif Ali Zardari. Lo riferiscono il sito internet The Christian Post e l’agenzia di stampa kuwaitiana Kuna. «Innocente». Questo l’esito dell’inchiesta condotta dal ministro della minoranze Shahbaz Bhatti su Asia Bibi. Lo riferisce l’edizione online del Dawn, quotidiano nazionale. Tuttavia la Farnesina non conferma la notizia. Stando quindi alle indiscrezioni della stampa, il ministro avrebbe dato alcuni dettagli: «Presenterò il mio rapporto al presidente Asif Ali Zardari e gli raccomanderò di concedere la grazia ad Asia Bibi, ha annunciato Bhatti. Secondo le prime notizie, il dossier sarebbe dovuto arrivare oggi nelle mani del presidente, che evidentemente lo ha ottenuto in anticipo. Tre giorni fa, Asia Bibi aveva raccontato dalla sua cella al governatore del Punjab, Salman Taseer, che ha visitato la donna in carcere, di essere stata stuprata dai suoi accusatori prima di essere stata consegnata alla polizia. Lo riferisce l’agenzia stampa vaticana Fides.
Dopo il colloquio, il governatore ha riferito che la donna «ha firmato un appello alla clemenza del presidente Ali Zardari» e ha detto di sostenere tale istanza che «riporterà personalmente al presidente». Asia ha dichiarato di essere innocente ma gruppi estremisti islamici già minacciano di volerla uccidere, in caso di liberazione. «Quando sarà libera - ha detto però il ministro delle Minoranze religose Bhatti - noi le forniremo protezione, attivando tutti i meccanismi per tutelarla». La grazia del presidente Zardari ha significato per Asia Bibi il rilascio immediato, senza bisogno di alcun processo di appello. L’Alta Corte di Lahore non ha aveva ancora fissato ieri la data della prima udienza del processo di appello.
Ieri attivisti per i diritti umani della «All Pakistan Minorities Alliance» (Apma) hanno manifestato in strada a Lahore chiedendo il rilascio di Asia Bibi e l’abrogazione della legge sulla blasfemia, che causa enormi sofferenze alle minoranze religiose.
La protesta era guidata da Najmi Saleem, cristiana, coordinatrice femminile della Apma, e membro dell’Assemblea provinciale del Punjab, che ha dichiarato: «Le minoranze in Pakistan vivono sotto costante minaccia di violenza. Asia Bibi non ha commesso alcun crimine e merita la libertà. «Continueremo la nostra lotta per l’abolizione della legge sulla blasfemia, anche se sappiamo - ha aggiunto Najmi Saleem - che è molto difficile in un Paese dove dilaga l’estremismo islamico, i militanti minacciano di morte me e chiunque si impegni per l’abolizione: ma la nostra speranza non muore. Abbiamo anche l’appoggio di numerose Ong e personalità musulmane, dato che la legge colpisce anche i musulmani». Dopo le manifestazioni, i leader religiosi islamici dell’organizzazione Tahafuz Namoos-e-Risalat Mahaz (Tnrm) hanno annunciato che «resisteranno a ogni tentativo del governo di abolire la legge».