Ustica, la Cassazione assolve i generali e nega i risarcimenti

La prima sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso d'urgenza della Procura generale della Corte d'Appello di Roma. Assolti i generali dell'Aeronautica militare e negati i risarcimenti ai familiari delle vittime della strage. Si chiude così, senza un colpevole, dopo 27 anni di udienze il processo penale

Roma - La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale della Corte d'Appello di Roma contro l'assoluzione dei generali dell'Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri per il disastro di Ustica. Resta preclusa quindi la possibilità di riaprire il processo anche per la parte relativa ai risarcimenti civili.

Epilogo La strage di Ustica si chiude senza nessun colpevole con l'assoluzione definitiva con formula piena per i generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, processati per alto tradimento nell'ambito del disastro avvenuto il 27 giugno dell'80 che costò la vita a 81 persone. È il risultato della decisione della prima sezione penale della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, rigettando anche il ricorso presentato dal governo. Con la bocciatura dei ricorsi, dunque, dopo 27 anni si chiude il processo penale della strage di Ustica e si toglie la possibilità ai familiari delle vittime di poter chiedere, in sede civile il risarcimento dei danni morali. Ma la finanziaria 2007 prevede comunque l'estensione dei benefici in favore delle vittime del terrorismo, previsti dalla legge 206 del 2004, "ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980 nonché ai familiari delle vittime e ai superstiti della banda della Uno bianca. Ai beneficiari vanno compensate le somme già percepite".

Conferma Resta così confermata la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 15 dicembre 2005 che aveva assolto con la formula "perchè il fatto non sussiste" i due alti ufficiali dell'Aeronautica dall'accusa di alto tradimento in relazione a presunti depistaggi delle indagini relative alla tragedia di Ustica. Al cambiamento della formula puntava invece la Procura generale e anche il governo difeso dall'Avvocatura dello Stato che chiedevano di modificare la formula "perché il fatto non sussiste" con un "perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato". La prima sezione penale presieduta da Torquato Gemelli ha invece optato per lasciare l'assoluzione piena e definitiva ai generali, precludendo in questo modo la possibilità per i familiari delle vittime di chiedere almeno un risarcimento morale.

Sentenza Il presidente della I Sezione penale di piazza Cavour, Torquato Gemelli, al termine di una camera di consiglio durata oltre cinque ore, ha letto il dispositivo con il quale è stato rigettato anche il ricorso delle parti civili, ovvero la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Difesa, che sono stati condannati al pagamento di 500 euro ciascuno alla cassa delle ammende. "Fa parte della legge, la Corte può accogliere o rigettare il ricorso", ha commentato lasciando l'aula il procuratore generale della Cassazione Luigi Ciampoli, che questa mattina nel corso della sua requisitoria aveva chiesto l' accoglimento del ricorso. I generali dell'Aeronautica Bartolucci e Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, sono quindi assolti in maniera definitiva "perchè il fatto non sussiste".