USURA BOOM

Racket e usura sono due fenomeni criminali sommersi, taciuti. Che il mutismo delle vittime contribuisce a mantenere il più possibile nascosti. Qualcosa però sta cambiando. Negli ultimi anni è in atto un’inversione di tendenza che fa ben sperare e che è racchiusa nell’incremento dei reati scoperti (ovvero quelli in cui è stato individuato un responsabile) e delle persone denunciate. Un risultato scaturito, principalmente, dall'aumento delle denunce presentate dai cittadini.
Nella Capitale, secondo le stime del ministero dell’Interno, tra il 2005 e il 2006 i reati di usura scoperti sono aumentati del 17%, e del 25 l’anno successivo. Nel contempo, il numero delle persone denunciate è cresciuto del 20%. Dati positivi si registrano anche a Latina, Rieti e Frosinone. Le cose vanno di pari passo sul fronte della lotta all’estorsione: ammontano a 205 i reati scoperti a Roma nel 2007 (cinquanta in più rispetto all'anno precedente), 299 invece le persone denunciate (contro le 259 del 2006). Simile il trend nei centri minori. Segno che la mentalità degli usurpati sta subendo una trasformazione. E questo grazie a strumenti quali il Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, che premia chi sceglie di denunciare i propri aguzzini. Si tratta di una rivoluzione. Il racket, o pizzo, è stato a lungo percepito dalle vittime come un fatto normale, quasi si trattasse di un affare privato tra commerciante e criminalità organizzata. Un po’ per questo si è instaurata l’abitudine di non dire, di non ribellarsi. Lo stesso accade, per altri motivi, in casa dell’usurato. Il contraente sente di non avere alternative se non quella di estinguere il debito, una rata dopo l’altra, e a volte confonde l’usuraio con una sorta di benefattore, in quanto è stato l’unico ad averlo soccorso nel momento del bisogno. In ambedue i contesti, dunque, si ravvisa un silenzio complice, che è all’origine dell’aggravarsi di queste forme di reato. Se in molti hanno scelto di puntare l’indice contro il male che li affligge restano in tanti tuttavia quelli che preferiscono subire. È perciò impossibile valutare con esattezza l’entità del problema. Dalle somme erogate alle vittime nel 2007 dal Comitato di solidarietà emerge a ogni modo la criticità della situazione concernente il Lazio. Qui, stando alle cifre contenute nella relazione annuale del 31 gennaio scorso, il Comitato, creato al fine di risarcire gli operatori economici che denunciano attività estorsive o di strozzinaggio, ha destinato alle vittime la bellezza di 1milione 582mila euro. Staccata di oltre 900mila euro la Lombardia. In questa speciale classifica il Lazio si posiziona a ridosso di quelle regioni (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania) che sono state la culla del racket e dell’usura. E benché il dato in oggetto non sia per forza rappresentativo dello stato delle cose è sufficiente ad accennare alla pericolosità che entrambi i fenomeni hanno assunto. Fortunatamente però qualcuno sta incominciando a smantellare il silenzio.