Usurai in manette: chiedevano interessi fino al 400 per cento

Chiedevano interessi usurari che andavano dal 100 al 400 per cento del debito e per farsi pagare erano pronti a mettere in atto minacce e pestaggi. È stata la denuncia di una vittima, esasperata dalle continue intimidazioni, a far scattare l’arresto, nella mattinata di ieri, per S.G., 33 anni, di Pomezia, e tre nomadi, B.A., 39 anni, bosniaco, B.G., 37, entrambi residenti a Roma, e H.D., 33enne domiciliato presso il campo rom di Castel Romano. I quattro usurai, tutti pregiudicati, sono finiti in manette con l’accusa di concorso in usura ed estorsione. Altri due individui sono indagati a piede libero per aver preso parte alle attività di intimidazione nei confronti dei debitori. L’operazione è scaturita dalle indagini avviate dalla seconda Sezione del Nucleo Operativo dei carabinieri di via In Selci, dopo la denuncia presentata da una delle vittime della banda. L’uomo, un 35enne finito nelle mani degli usurai per debiti di gioco, era stato costretto con minacce a cedere agli arrestati la sua auto e una pistola. Esasperato dalle minacce e dalle pressioni, aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri. Nel corso delle indagini gli uomini dell’Arma sono riusciti a individuare altre due vittime degli strozzini. Uno di loro, un uomo di 40 anni, era stato obbligato a cedere anche lui la propria automobile come pagamento di alcune delle rate dovute. Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati è stata tra l’altro rinvenuta una documentazione che prova l’attività di usura.