Utility Piazza Affari promuove piano e dividendo: scatto di A2A (+1,7%)

A2A è salita ieri in una Borsa in netto calo dopo la presentazione dei conti 2008 e del piano industriale: il titolo ha chiuso in crescita dell’1,70% a 1,43 euro. Il gruppo, nato all’inizio dello scorso anno dalla fusione di Aem Milano e Asm Brescia, ha confermato una distribuzione del dividendo in crescita del 5% annuo: «Siamo gente un po’ all’antica, cerchiamo di mantenere le promesse fatte. Quando abbiamo quotato Aem abbiamo affermato che la politica di dividendo era impostata sul cercare di conseguire una crescita del 5% medio annuo. Confermo che per noi questo rimane un impegno morale» ha detto Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione.
Presentando il piano, Zuccoli e il direttore generale Renato Ravanelli hanno toccato due punti molto importanti: A2A punta a far cassa per 600 milioni con una serie di cessioni, ma nello stesso tempo è ben decisa ad acquistare quote di Edison che Edf volesse eventualmente mettere sul mercato. Fra gli asset non strategici A2A punta a cedere la società di trasporti di energia elettrica ereditata da Asm Brescia, l’ultima parte di linea ad alta tensione rimasta in Italia non posseduta da Terna, e lo spezzone di rete di gas ad alta pressione. Zuccoli intende vendere pure l’ultima tranche di Metroweb, anche se vanno stabiliti i tempi. Il piano industriale prevede infatti investimenti per 2,8 miliardi per il quinquennio 2009-2013, oltre alla distribuzione di 1,5 miliardi di euro in dividendi.
Sulla possibilità che Edf ceda la quota del 19,3% detenuta direttamente in Edison, Zuccoli dice di averne avuto notizia solo dai giornali. «Comunque su questo tema stiamo molto attenti e siamo convinti che Edison valga molto di più quello che dice il mercato» ha detto il manager. A2A sarà «attenta» a valutare l’acquisizione delle azioni anche perché «certamente l’idea che altri soci industriali entrino in Edison non è che ci faccia piacere», ha aggiunto.
In ogni caso A2A dovrà fare i conti con un indebitamento elevato, ma Ravanelli ha sottolineato che non si andrà comunque oltre il rapporto di 3,5 volte il margine operativo lordo, oltre il quale le agenzie di rating decidono il declassamento.