«Utilizzare i centri anche d’inverno: ecco la soluzione»

Non negano i problemi: a Milanosport non si illudono che «i mari» di Milano siano blu. «Nei primi tre mesi della mia presidenza ho fatto ricognizione degli impianti - spiega Mirko Paletti -: ho trovato luci e ombre».
Le luci?
«Gli impianti Procida, Murat, Suzzani, Bacone e il restauro della Cozzi, pronta a fine settembre».
Nessuna di queste piscine è un centro estivo e a fine luglio, tranne la Solari che chiude il 17 agosto e la Airoli Venegoni che riapre il 25, hanno chiuso tutte i battenti: sono queste le ombre?
«Le piscine coperte con solarium, in effetti, ad agosto sono chiuse, ma in futuro le cose cambieranno. La formula giusta è far funzionare una piscina tutto l’anno: anche se è coperta la si può dotare di una zona solarium esterna».
E i centri balneari?
«Così come sono oggi, appartengono al passato: il Lido ha perso il 50 per cento delle presenze in dieci anni. Per aprire 3 mesi l’anno ci sono costi altissimi di gestione: ogni anno per riverniciare le vasche se ne vanno 20-30mila euro a impianto. Cemento e piastrelle lasciate a secco si deteriorano e purtroppo ci è impossibile, d’inverno, coprire le vasche con teli o altro, perché sono aree troppo grandi. Per questo bisogna ridimensionare alcune strutture come il Lido, che ha 6mila metri quadri di vasca».
Qualche esempio di riqualificazione?
«Gli spogliatoi del Lido potrebbero ospitare un centro fitness d’estate ed una palestra tutto l’anno».
Cinque euro, «tutto escluso» per non avere nemmeno bagni puliti non è proprio un prezzo sociale...
«É vero, dal prossimo anno ripenseremo le tariffe perché dovremo lavorare in efficienza: avremo un contributo dal Comune solo dimostrando la funzionalità dell’impianto. Il disavanzo complessivo del 2007 è stato di 200 mila euro».
Quindi i prezzi si alzeranno?
«Il nostro prezzo è comunque più basso delle piscine di Torino o Roma e del centro acquatico alle porte di Milano che costa almeno il triplo. Dall’anno prossimo il Comune stabilirà a quali categorie ampliare le riduzioni, che per ora sono le classiche, per bimbi, anziani e disabili».
Interventi per migliorare l’igiene e il decoro però dovrebbero prescindere da grossi lavori di riqualificazione...
«A volte lavoriamo in contesti non facili, come all’Argelati, spesso preda di bulli e vandali. Noi puliamo e loro sporcano nuovamente».
Non c’è soluzione, dunque?
«La collaborazione con le forze dell’ordine si è intensificata e ha dato i suoi frutti: chi trova un ambiente più gradevole è portato a rispettarlo di più».
Non si poteva attendere una settimana a chiudere la Sant’Abbondio?
«Avevamo indetto un bando, dovevamo stabilire una data utile per riaprire in autunno».