Uto Ughi suona la carica per la classica

Torna la rassegna ideata dal celebre violinista per avvicinare i giovani ai capolavori di Bach, Schubert e altri grandi compositori

Francesca Scapinelli

Nonostante la stanchezza (è partito all’alba da Bucarest, dove è stato impegnato in un concerto, per essere in tarda mattinata a Roma), Uto Ughi con forza e grande determinazione lancia un appello in difesa della cultura della musica nel Paese. «La cosa che più mi preme dire è che l’educazione musicale nelle scuole va incentivata - dice il maestro -. Purtroppo non mi risulta ci siano progressi in fatto di insegnamento di questa materia nella scuola dell’obbligo. Invece è lì che bisogna intervenire, pensate che Pollini vinse il prestigioso concorso Chopin di Varsavia a 18 anni, mentre secondo gli schemi ministeriali un giovane dovrebbe iniziare a quell’età, oppure arrangiarsi prima, privatamente».
È quindi con soddisfazione sì, ma anche con la delusione per lo scarso interesse delle istituzioni («tante promesse che restano tali»), che il grande violinista - esibitosi in pubblico la prima volta all’età di 7 anni - presenta la rassegna «Uto Ughi per Roma», che da lunedì al primo ottobre si rivolgerà ai giovani offrendo loro 12 concerti gratuiti in teatri e chiese della città, della provincia e della regione. La kermesse, ideata dallo stesso musicista, è alla sua terza edizione e la novità di quest’anno sta nell’offerta di borse di studio riservate ai giovani talenti. «È fondamentale a scuola anche lo studio dei classici, da Palestrina a Monteverdi - insiste Ughi -, altrimenti è del tutto inutile pensare a laboratori in cui produrre suoni elettronici o altro».
Ad aprire la rassegna sarà lo stesso Ughi, alle 20.30 di lunedì, nelle vesti di direttore e solista al Teatro dell’Opera con l’Orchestra dei Filarmonici di Roma e il primo violino Marise Regard. Ci si potrà emozionare con le musiche di Bach, Viotti, Kreisler, Schubert, Brahms, De Sarasate. Martedì 13 il Palazzo della Cancelleria ospiterà il recital del pianista Alessio Bax. Giovedì 15, all’Auditorium della Conciliazione l’appuntamento è con l’orchestra da camera I Solisti di Amburgo, che eseguiranno partiture di Ciaikowskij, Sostakovich e Piazzolla per citare solo alcuni autori («Piazzolla è ormai un classico», spiega Ughi). Venerdì 16, al Teatro Caesar di San Vito Romano l’ensemble dei Giovani Virtuosi - violini Armir Abeshi e Laura Marzadori - con Marco Grisani al pianoforte faranno ascoltare le note di Debussy, Ravel, Tartini, Paganini e Ysaye. Lunedì 19, all’Auditorium (Sala Sinopoli), toccherà al recital del pianista Joaquin Achucarro, che spazierà da Bach a Busoni, passando per Beethoven e Chopin.
Ughi, poi, suonerà martedì 20 con Marise Regard musiche di Brahms e Schubert, all’Auditorium progettato da Renzo Piano. Giovedì 22, nella Basilica di Santa Sabina all’Aventino, si terranno le prove aperte dell’orchestra giovanile «Uto Ughi per Roma», diretta dal maestro Bruno Aprea (in programma Schubert e Mendelssohn). Sarà particolarmente emozionante assistere, poi, all’«allenamento» della creatura giovane del maestro, la quale replicherà il giorno dopo (23 settembre) al teatro comunale di Rivellino, a Tuscania (Viterbo), e domenica 25 al Duomo di Monteporzio Catone, con la direzione di Augusto Loppi e le musiche di Vivaldi. Lunedì 26, al teatro dell’Opera di Roma, si saluta il mese di settembre con la Stuttgarter Kammerorchester diretta da Fabrizio Ventura e Uto Ughi solista (si eseguiranno i classici Mozart e Beethoven). Gran finale, sabato primo ottobre (all’Auditorium della Conciliazione alle 20.30), con la cerimonia di consegna del premio alla carriera al regista Franco Zeffirelli, da sempre ambasciatore della cultura italiana nel mondo, e un concerto il cui programma vuole essere una piacevole sorpresa. L’Orchestra I Filarmonici sarà guidata dal maestro Vincenzo Mariozzi e accompagnerà il soprano Stefania Bonfadelli.
«In Romania c’è grande miseria - dice Ughi - ma un forte spessore culturale, ci sono tanti giovani disposti ad attese estenuanti pur di assistere a concerti di musica classica. Ecco, per non essere il fanalino di coda europeo in Italia dobbiamo portare i ragazzi ai concerti: chi si annoia non tornerà più, e chi resta si scoprirà poi sinceramente innamorato dell’arte musicale». «In Venezuela - sottolinea il maestro Aprea - ci sono 20mila strumentisti giovani tolti dalla strada in circa 200 orchestre, la musica funge in un certo senso da riscatto sociale. Lo ha detto un direttore del calibro di Simon Rattle, che il futuro della musica è venezuelano».
La distribuzione dei biglietti avverrà alle Messaggerie Musicali di via del Corso, dalle 15.30 alle 18.30. Per informazioni: 06.68440230.