Utoya, il racconto dei sopravvissuti

I sopravvissuti raccontano i momenti di terrore che hanno vissuto a Utoya e le modalità di azione dell'attentatore

Ha urlato ai ragazzi di avvicinarsi e quando questi l'hanno fatto li ha uccisi. I racconti dei giovani sopravvissuti alla sparatoria sull'isola norvegese di Utoya, in cui un uomo travestito da poliziotto ha ucciso almeno 84 partecipanti al campo estivo del partito laburista, descrivono momenti di puro terrore. Dopo averli radunati, l'uomo ha estratto armi e munizioni da una borsa e ha sparato contro di loro. Quando erano a terra si è assicurato fossero morti, colpendoli di nuovo. "Per sopravvivere molti hanno fatto finta di essere morti", è il drammatico racconto del 21enne Dana Berzingi. "Ho perso diversi amici", ha aggiunto il ragazzo, portato con gli altri sopravvissuti in un hotel del villaggio di Sundvollen. Ha spiegato di aver utilizzato il cellulare di uno dei suoi amici per chiamare la polizia.

L'uomo, identificato da una tv locale come il 32enne norvegese Anders Behring Breivik, ha sparato, inseguendoli, anche ai ragazzi che tentavano di fuggire gettandosi in acqua per allontanarsi a nuoto. "Ho visto molti morti, penso più di dieci, ha sparato prima alle persone sull'isola e poi su quelle scappate nell'acqua", ha raccontato Elise, 15enne che si è nascosta dietro la roccia su cui si era posizionato l'attentatore: "Lo sentivo respirare", ha detto.

Nel panico, la ragazza ha telefonato ai genitori, bisbigliando loro cosa stesse accadendo: "Mi hanno detto di restare calma e che tutto sarebbe andato a posto" e suggerito di togliere il giubbotto colorato, per non attirare l'attenzione. Un'altra ragazza sull'isola, Emilie Bersaas, ha raccontato di essersi nascosta sotto un letto in una scuola: "A un certo punto gli spari erano molto, molto vicini all'edificio, penso che il palazzo sia stato colpito una volta e le persone nella camera accanto hanno gridato".

Ha aggiunto: "Sono rimasta sotto il letto per due ore e poi i poliziotti hanno infranto le finestre e sono entrati. Sembra una cosa irreale, soprattutto in Norvegia". Un altro sopravvissuto tra i ragazzi che partecipavano al campo sull'isola, Niclas Tokerud, durante la sparatoria è rimasto in contatto attraverso messaggi sms con la sorella Nadia Tokerud, che ha spiegato: "Mi ha mandato un messaggio con scritto: 'C'è una sparatoria. Sono spaventato ma sono nascosto e al sicuro. Ti voglio bene'". Mentre si allontanava in barca dall'isola, quando il pericolo era passato, le ha poi scritto: "Sono al sicuro".