«Vù cumprà, più multe ai clienti ma senza rischi per la sicurezza»

Il procuratore aggiunto Cerrato chiede sanzioni più severe contro chi acquista merce falsa. Ma De Corato afferma: «Giusto in linea di principio, però i controlli scatenano un fuggi fuggi che mette in pericolo i passanti. Valutare se forzare certe misure non sia controproducente»

Multe più severe a chi compra merce falsa, ma solo se non si mette a rischio l'incolumità dei passanti. Linea dura (ma non troppo) contro la contraffazione, per essere efficaci Regione e Comune sono pronti a colpire più duramente chi acquista borse, occhiali e quant'altro ai banchetti degli abusivi o dai vù cumprà. Con qualche precauzione. Si è riunito nei giorni scorsi il tavolo tecnico al Pirellone, l'assessore al Commercio Stefano Maullu si anche è detto disponibile a rivedere la legge sul commercio aggirata dagli itineranti. É «unanime» riferisce il vicesindaco Riccardo De Corato la «volontà di combattere contraffazione e abusivismo commerciale. E mi fa piacere che si mettano in campo sinergie diverse con il coinvolgimento e l'interessamento oltre che del Comune e della Polizia Locale, anche della Regione, della Procura della Repubblica, delle associazioni dei commercianti». Sul fronte degli itineranti, ringrazia Maullu «pronto a prevedere il sequestro della merce, quando aggirano la legge esercitando l'attività in pianta stabile invece che in forma mobile».
Contro l'abusivismo, il procuratore aggiunto Nicola Cerrato ha chiesto invece di intensificare le multe agli acquirenti di merce contraffatta. «Sulla carta l'idea è giusta - ammette De Corato - ma ci sono difficoltà operative che non vanno ignorate. Perché la preoccupazione dei vigili è di difendere l'incolumità dei clienti ma anche degli ignari cittadini. In genere i venditori di merce contraffatta sono senegalesi che posizionano la merce in luoghi affollati e una volta scoperti corrono all'impazzata spingendo a terra le persone che incontrano per creare scompiglio e sfuggire all'identificazione e alla denuncia penale». Questo «non vuol dire che la legge non verrà applicata. Ma occorre valutare bene se forzare certe misure non sia controproducente sul piano della sicurezza urbana».