Vòtapentole, la bella storia d’amore di Massimiliano e Monica

nostro inviato a Castiglione della Pescaia

Ben oltre, arrivando da nord, di Versilia, Livorno e Piombino, e così, giungendo da Roma, di Civitavecchia e Argentario, ecco Castiglione della Pescaia, tanta storia e tanta bellezza, con il centro storico che verrà rinfrescato quest’inverno, anche se mi riscalda già il cuore sapere che in agosto, dopo anni di polemiche, è stato spostato altrove il trenino per i bambini che tanto stonava e infastidiva.
E ancor più di me, gode di questo trasloco Massimiliano Ciregia, il patron del Vòtapentole, che a Castiglione vive e lavora assieme con la moglie Monica Zoi, alla quale dobbiamo il servizio in sala e i dolci che il marito detesta cordialmente preparare. Sono lì da poco più di sei anni, dopo che lui ha saputo mettere in fila esperienze come cameriere, maître d'hôtel e titolare di una pizzeria dove, peraltro, non ha mai preparato una pizza.
Bella storia la loro, di pieno amore, con lei che lascia l’emporio dei genitori, canotti, attrezzature..., e lui che fa altrettanto con la vecchia insegna per rispondere in pieno alle sirene della cucina. E così eccoli assieme in ogni ora del giorno, infischiandosene di chi sostiene che è sempre meglio separare casa e bottega. Si amano e, giustamente, vogliono condividere tutto, anche perché c’è scambio di spunti tra lui al salato e lei al dolce.
Un solo, vero appunto: c’è proprio bisogno di guarnire i piatti col prezzemolo? Non è una domanda da poco, perché lo chef ha una brillante visione culinaria, non si ferma a fare l’eco al noto (così come in cantina punta sul bio e sui piccoli produttori) e personalizza tutto. E in tanta sicura e buona disinvoltura, dalla Parmigiana di pesce bandiera agli Scampi vodka e ginger ale alla menta, dalla Panzanella di polpo al Tonno, fegato grasso, fagioli e cipolle come lo vedo io (cioè lui, lo chef) ecco spuntare il famigerato verde prezzemoloso. Stona in tanta fresca qualità.
paolo.marchi@ilgiornale.it