Va bene, c’è caldo ma i tuffi in fontana fanno rabbrividire

«Anto’ fa caldo... » ripeteva uno un spot che ci tormentava qualche tempo fa in tv. E quando fa caldo, nelle grandi città fa ancora più caldo. Così capita (purtroppo capita) di vedere gente accaldata che fa pediluvi nelle fontane del centro, che si rinfresca le ascelle sempre nelle fontane del centro e che, non solo in centro ma un po’ dappertutto, se ne va a spasso pancia all’aria con zoccoli e bermuda. Vale tutto insomma. Niente da dire, ognuno va in giro come può e ci mancherebbe altro. Resta il fatto però che una città, per quanto accogliente, non è casa nostra e un minimo di decoro in più non guasta. Basta passare in questi giorni da piazza del Duomo e dare un’occhiata al sagrato trasformato nel solarium di uno stabilimento termale: giovani scosciate, fusti dai bicipiti tatuati, quarantenni con gli addominali in pensione. E più o meno le stesse istantanee ci arrivano dalla fontana del Castello e da quella di San Babila. Con tanti saluti dai turisti accaldati che pure fanno la loro parte. Chiaro che i 37 gradi di un’estate arrivata troppo in fretta giustificano più di qualche concessione. Ma c’è modo. Ci sono i parchi ad esempio e per sfuggire alla «calura» sdraiarsi sull’erba all’ombra di un platano può essere una buona soluzione. Se poi uno proprio non ce la fa ci sono anche le piscine: lì, via la maglietta, ci si può addirittura mettere in costume alla ricerca di sollievo in un tuffo refrigerante. Insomma una soluzione si trova non necessariamente «sbracando». Così bene sta pensando il Comune di spiegare con un’ordinanza che almeno nel centro storico e davanti a chiese e monumenti non si sta come al bar dei Bagni Cristina a Riccione. La norma che vieta di mettersi a petto nudo in mezzo alla strada già c’è anche se nessun vigile si sogna di applicarla. Così qualche assessore di Palazzo Marino sta pensando di ricordarlo. Per la gioia di chi, anche se fa caldo, si ostina a girare con la polo o con la camicia.