Va bene l’«ampiesa»: ma il gioco?

Stavolta i colpi sono rimasti in canna. Contro il Genoa il fucile Inter, caricato da Mourinho con Ibrahimovic, Balotelli, Cruz e Obinna dopo Quaresma e Adriano, ha fatto cilecca. E non è stata neppure questione di mira, perché si è sparato col contagocce. Lo Special One di norma i suoi li difende, ma stavolta ne ha puntati un paio, preannunciandone la non convocazione per Firenze.
Ovviamente i colpevoli non sono intoccabili come Ibra o Maicon, a loro volta poco brillanti, ma figure considerate di secondo piano. Non è poi così difficile punire i calciatori ritenuti non vitali al progetto. Così, assolti per motivi diversi Adriano, Obinna e Quaresma, almeno disciplinati a giudizio di Mourinho, il cerchio si stringe su Balotelli e Cruz. Sono loro ad aver deluso senza appello lo Special One.
Cruz doveva galleggiare alle spalle di Ibra e ha finito per andargli sempre davanti, mentre Balotelli non ha mai rispettato la consegna di allargare il gioco e la reazione del tecnico è stata eloquente. Però il tifoso Ambrogio questa «ampiesa del sciogo» (larghezza del gioco, ndr) predicata ogni volta da Mourinho, mica l'ha ancora capita: per lui il calcio è semplice e se l'Inter non batte il Genoa a San Siro undici contro dieci, le palle gli girano a elica. Altro che «ampiesa»!
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