Va eliminata l’infiammazione causa di riniti

Felicita Donalisio

La rinite allergica, talvolta accompagnata da asma bronchiale, presenta un insieme di sintomi fastidiosi (starnuti, secrezioni acquose, ostruzione e prurito nasale ) e colpisce nel periodo primaverile-estivo. La causa di questa sintomatologia è la predisposizione del sistema immunitario del paziente a scambiare per pericolosi aggressori quelle che in realtà sono sostanze innocue (gli allergeni), presenti nell'ambiente, come i pollini che in questa stagione compaiono in grosse concentrazioni. Precisa il professor Paolo Gottarelli, chirurgo plastico a Bologna e docente di «Tecniche chirurgiche di correzione estetico funzionale della piramide nasale» all'Università di Ferrara (paolo.gottarelli@fastwebnet.it; info 051-342912) «Nella maggior parte dei casi la predisposizione all'allergia sarebbe di per sé insufficiente a scatenare reazioni abnormi se le mucose degli organi bersaglio (naso, seni paranasali, faringe, trachea) non fossero reattive a causa di uno stato infiammatorio permanente. Le ricerche di questi ultimi anni hanno dimostrato la relazione di causa-effetto tra respirazione difettosa e condizione infiammatoria cronica. La cattiva funzionalità respiratoria può avere molte cause ma le più frequenti sono quelle che impediscono il passaggio regolare del flusso d'aria attraverso il naso (deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati, esiti di precedenti rinoplastiche).
Ripristinare il corretto funzionamento della respirazione nasale significa quindi riportare armonia ed equilibrio in tutto il distretto delle alte vie respiratorie, evitando le complicanze generate dalle infiammazioni croniche: non solo quelle di tipo allergico ma anche altre importanti come la sinusite o le apnee notturne che gli studi più recenti considerano responsabile di grossi danni al sistema cardiocircolatorio». Come si ripristina la normalità respiratoria? «Occorre realizzare quella che io definisco armonia morfo-funzionale- continua Gottarelli - cioè un risultato che integri la proporzionalità delle parti anatomiche che costituiscono il naso con il perfetto funzionamento di questo organo, cioè la capacità di garantire il regolare passaggio del flusso d'aria, il suo corretto filtraggio e condizionamento . Un risultato del genere oggi è ottenibile grazie a specifiche metodiche. La prima, da noi introdotta in Italia nel 1989 e poi perfezionata, è la F.V.T.R. (rinoplastica vettoriale aperta) del prof. J.B. Tebbetts. Attraverso l'apposizione di particolari punti di sutura e innesti cartilaginei, secondo linee di forza calcolate e molto precise, questa consente di ottenere una modifica dello scheletro del naso, con un controllo diretto continuo, senza rischi di danneggiamenti alle delicate strutture di sostegno. La seconda metodica, che applichiamo ad integrazione della prima oppure separatamente, è la M.I.T. (turbinoplastica inferiore modificata), da me inventata, che consente di modificare in maniera “dolce” la forma e il volume dei turbinati inferiori per adattarli e proporzionarli all'ambiente anatomico interno». Queste sono strutture erettili ben irrorate, formate da lamelle ossee ricoperte di mucosa, che svolgono la funzione di filtrare, riscaldare e umidificare l'aria diretta ai polmoni. Conclude il professor Gottarelli: «La maggiore novità di questa tecnica è che attraverso una microsutura continua e a serpentina, in materiale riassorbibile, vengono sigillati i turbinati in modo da evitare l'applicazione dei tamponi. Il che significa ridurre ai minimi termini il sanguinamento, la lacrimazione e il dolore post operatorio».