Va in scena la «Daido»

Valeria Pedemonte

Questa sera, in Conservatorio (Sala Puccini) va in scena Daido, da Dido and Aeneas di Henry Purcell, per la regia di Pasquale d'Ascola con la partecipazione del "Laboratorio Interdisciplinare di Musica e spettacolo" del Conservatorio.
Già dal titolo, Daido, si intuisce che non si tratta dell'originale "Didone ed Enea" poiché, pur nel rispetto della partitura originale, questo spettacolo viene rappresentato con un nuovo metodo che parte dal lavoro di gruppo, dall'improvvisazione e dall'uso di materiali non convenzionali.
Ci sarà un brano di musica elettronica di Davide Galassi che sostituisce l'Ouverture ed alcuni balletti musicati da Purcell, ma questo Daido è, nella sostanza, un allestimento tradizionale. Sperimentale invece è il modo in cui i giovani studenti del Conservatorio riscoprono il linguaggio musicale, grazie ai loro insegnanti e ad alcuni collaboratori esterni quali Filippo Crivelli e Dario Barezzi. Un linguaggio multilinguistico, ma culturalmente omogeneo composto da un cast di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, dalla Spagna al Giappone e dall'Europa dell'Est.
Le serate dedicate a Daido sono tre con tre Didone: Julie Koch, Ilina Mihaylova, Ji Young Yun; due Enea: Rudolf Buchman, Alex Pavone. Anche gli altri interpreti - sempre di diversa nazionalità - si alterneranno nelle repliche mentre, unico, sarà il Maestro del cembalo: Damiano Grecu, così come il quartetto d'archi formato da Aida Gonzalez, Marcello Somma (violini), Lorenzo Derinni (viola), Francesco Dessy (cello).
Il "Laboratorio interdisciplinare di musica e Spettacolo", il cui nome abbreviato è Limes, del Conservatorio di Milano, inaugura con questo primo e particolare allestimento una ricca e articolata stagione di produzioni in cui studenti del Conservatorio e professionisti integrano la didattica con una pratica professionale sperimentale, intesa come esplorazione del maggior numero possibile di mestieri artistici legati alla musica.
Gli organizzatori degli spettacoli ci tengono a far sapere che «Limes vuol dire servire da officina di allenamento professionale per gli studenti, prima e possibilmente, durante i loro primi passi nella professione».