Va in scena una surreale domenica ecologica

Uno slalom di corsa tra la spazzatura bruciata e fumante, una gimkana
in bicicletta fra enormi cumuli di immondizia, una passeggiata sul
lungomare 'liberato' dai rifiuti: è andata in scena la domenica
ecologica contraddittoria a Napoli dove l'emergenza rifiuti, preoccupa per gli aspetti sanitari e dell'ordine pubblico

Napoli - Uno slalom di corsa tra la spazzatura bruciata e fumante, una gimkana in bicicletta vicino a enormi cumuli di immondizia, una passeggiata sul lungomare 'liberato' dai rifiuti: è andata in scena oggi una domenica ecologica contraddittoria a Napoli dove l'emergenza rifiuti, nonostante un intervento rafforzato dell'Asia nella notte, continua a preoccupare per gli aspetti sanitari e dell'ordine pubblico. "Sarebbe stato meglio - dice un residente nella zona di via San Tommaso d'Aquino, dove questa mattina una molotov lanciata per incendiare i rifiuti ha danneggiato l'ingresso della sede dell'Inps - annullare questa domenica e farla quando la città sarà pulita". In strada, nonostante tutto, i turisti che fotografano i cumuli, ritenuti una curiosità, e contemporaneamente frotte di ciclisti che passano per via Medina, nella città chiusa alle auto e alle moto questa mattina per quattro ore dalle 9 alle 13. Il provvedimento dell'Amministrazione comunale è stato duramente contestato alla vigilia da operatori commerciali ed alberghieri. Tra le proteste quelle dei residenti delle zone più piene di spazzatura che ritengono paradossale il fatto di non potersi 'allontanare' in un giorno festivo da una città ritenuta invivibile. Alla fine delle quattro ore della controversa domenica ecologica si conteranno 101 verbali elevati dalla Polizia municipale per infrazioni al divieto di circolazione. Secondo il comandante della Polizia municipale di Napoli, Carlo Schettini, si è "riscontrata una adeguata e convinta adesione da parte degli automobilisti all'ordinanza stessa", come recita un suo comunicato stampa. L'assessore all'Ambiente del Comune, Rino Nasti, afferma che era "obbligatorio il provvedimento di chiusura ad auto e moto visto che Napoli è una città fuorilegge per il numero di superamenti dei limiti delle polveri sottili. Non ci sono state rivolte contro questa iniziativa, così le Cassandre sono state smentite. Di sicuro abbiamo evitato di cumulare alla nauseabonda puzza dei rifiuti l'invisibile quanto altrettanto pericoloso danno provocato dall'inquinamento atmosferico". Sarà riuscito a convincere chi, tra commercianti, albergatori e residenti, commentava ritenendo il provvedimento quantomeno paradossale se non una sorta di "presa in giro di se stessi e dei napoletani?".