Va tutto bene anche se Walter vede pochi film

Il basso profilo veltroniano alla fine s'è un po' alzato. «Un giornalista francese mi ha detto che con la Festa cambia il rapporto tra cinema e pubblico»: così il «mayor» ieri in Campidoglio, nel primo bilancio con la stampa sull'andamento della Festa. Naturalmente, trattasi di «successo al di sopra delle nostre più rosee aspettative». Ne consegue che: «Tutto ha retto benissimo. Chi vuole mangiare mangia, chi vuole lavorare lavora, senza stress e disagi». La sfuriata di Sophia Loren? Tutti risolto con una telefonata, come anticipato ieri dal Giornale. «Posso dirlo, nel 2007 la Loren sarà per la Festa ciò che è stato Connery quest'anno». Nanni Moretti si defila un po' con aristocratico dispetto? «Con lui non può esserci nessun attrito». DiCaprio un po' troppo blindato e rapido nel tour a Tor Bella Monaca? «No, è stato gentile e disponibile. Inutile insistere. Il sindaco, per dirla all'inglese, è smooth: leviga e ammorbidisce, ieri mattina ha incontrato anche i bambini delle scuole che affollano l'Auditorium.
Va bene non comportarsi come l'omologo veneziano, Massimo «kultur» Cacciari, che alla Mostra al Lido non mette piede neanche se gli puntano una pistola alla tempia, con gran scorno del direttore Müller e del presidente Croff. Però Veltroni aveva promesso di mantenersi defilato, per la serie : «Vedrò solo i film di Virzì, Scorsese e Tornatore, perché ho poco tempo». Sarà. Venerdì sera ha accolto Nicole Kidman, sabato il presidente Napolitano, ieri ha accompagnato DiCaprio in periferia, poi ha premiato Armando Trovajoli, presentato il libro della Palombelli sui registi, senza dimenticarsi di incontrare «il magistrale regista» di La vera leggenda di Tony Vilar. Proteiforme e ubiquo, Veltroni è un prezzemolo che va forte. E quando si incaponisce... Ne sa qualcosa George Clooney, raggiunto a Como dal sindaco a luglio: come sapete non porterà il film, ma farà una comparsata di lusso al party finale.