Le vacanze di Benedetto XVI «Qui sono come in paradiso»

nostro inviato a Lorenzago (Belluno)
«Qui è un paradiso». Benedetto XVI è sorridente, disteso, riposato. Davanti alla baita «El me Tabià», nella valle dello Stabie, a pochi chilometri da Lorenzago, commenta la bellezza del paesaggio con alcuni residenti incontrati durante l’ormai abituale passeggiata serale per la recita del rosario.
Il Papa la mattina si alza poco prima delle sette, alle 7.30 celebra la messa alla quale assistono il segretario, le quattro laiche consacrate che accudiscono la casa, l’«aiutante di camera» Angelo Gugel. Al termine della funzione, Benedetto XVI rimane per mezz’ora da solo in preghiera nella cappella della villetta che sorge nella tenuta del castello di Mirabello, immersa nel verde degli abeti del «parco dei sogni». Alle 8.30 viene servita la prima colazione. Ratzinger dedica quindi qualche ora alla lettura e alla scrittura del nuovo libro dedicato alla seconda parte della vita di Gesù. Alle 13 il pranzo, subito dopo il Papa fa una passeggiata prima di ritirarsi per riposare. Dopo le 16 ricomincia il lavoro e verso le 18 Benedetto XVI esce per andare a recitare il rosario nei boschi. Il Papa siede sul sedile posteriore di un fuoristrada nero con i vetri oscurati ed è preceduto e seguito da altre due vetture simili nelle quali viaggiano gli agenti della gendarmeria vaticana.
L’altra sera Lino Fontanive e Celestina De Zordo si sono visti arrivare il Papa davanti al loro «tabià» - classica baita di montagna – in valle di Stabie, sopra il passo della Mauria. «Ho visto il Papa avanzare a piedi lungo il sentiero – racconta Lino – e non credevo ai miei occhi. Lui stesso mi ha fatto cenno con le mani di andargli incontro. Mi ha preso la commozione, ma mi è venuto spontaneo abbracciarlo». Benedetto XVI si è informato sul significato della parola «tabià», quindi è andato davanti al crocifisso di montagna, nel giardino, dove è rimasto in preghiera qualche istante. Quindi si è seduto sulla stessa sedia su cui aveva sostato Papa Wojtyla, nel 1998, e ha chiacchierato con il pensionato. «Quando gli ho detto che lui aveva portato finalmente il bel tempo lui ha ripetuto: “Qui è molto bello, è un paradiso”». Di ritorno, Benedetto XVI è rimasto molto sorpreso nello scorgere i cronisti che erano riusciti a individuare la sua meta: «Sono stato qui a pregare. Ma come avete fatto a trovarmi?», ha scherzato. Quindi è sceso dall’auto per salutare una famiglia che si trovava lì per caso. Ieri pomeriggio nuova uscita nei pressi di Villa Clarenza e si è fermato a pregare di fronte a una chiesetta del Settecento.
Ma la vita del piccolo comune di Lorenzago si è movimentata nelle ultime ore anche per un piccolo caso politico. L’attuale sindaco Mario Tremonti, che era in carica anche nel 1987, quando Giovanni Paolo II venne qui per la prima volta, insieme alla sua giunta ha abbandonato la sala dove si svolgeva la presentazione del libro fotografico: «Lorenzago, paese del Papa», protestando perché nel libro non c’era neppure una sua foto, né il suo nome.