Le vacanze danno morale a Vale: «51 punti in sei Gp? Si può fare»

Tra una settimana in pista a Brno e Rossi inizia la rincorsa ad Hayden. Decisive le «alleanze» con Pedrosa, Melandri e Capirossi

Nanni Scaglia

Le motovacanze stanno finendo: venerdì si torna in pista a Brno per le prove del Gp della Repubblica Ceca, dodicesima prova iridata. Ne mancano sei alla fine, con tre gare in Europa e tre oltreoceano, con il Gp conclusivo in programma a Valencia il 29 ottobre. In palio ci sono 150 punti, un bottino che Valentino Rossi dovrà cercare di conquistare interamente per provare ad annullare lo svantaggio di 51 lunghezze che lo dividono dal capoclassifica Nicky Hayden. Ma anche se Valentino le vincesse tutte - come è nelle sue possibilità - non sarebbe semplice confermarsi campione, perché al rivale americano sarebbero sufficienti cinque terzi posti e un secondo per conquistare il titolo. Risultati ampiamente alla portata di Hayden, visto quello che ha saputo fare nella prima parte della stagione.
REGOLARE Il pilota della Honda è stato fino a oggi molto regolare (ha 194 punti), tanto da ottenere due vittorie e conquistare complessivamente nove podi, deludendo soltanto in un’occasione, in Gran Bretagna, quando chiuse settimo. Hayden non è probabilmente il miglior pilota, ma alla sua quarta stagione in MotoGP è cresciuto moltissimo e il successo ottenuto nell’ultimo Gp prima della pausa, a Laguna Seca, gli ha dato una grande carica psicologica, oltre che un bel gruzzolo di punti da amministrare. Nelle prime undici gare, Nicky ha dimostrato di saper andare forte su ogni circuito e in qualsiasi circostanza, di commettere pochissimi errori e di disporre di una moto molto competitiva: se non gli viene il «braccino», la paura di vincere, sarà dura batterlo. «La pressione - dice convinto - la sentivo di più in passato, quando arrivavo indietro, nonostante avessi tutto per poter stare davanti. Adesso mi sento bene, sia mentalmente sia fisicamente».
AVVELENATO Nonostante nessuno sia riuscito a vincere fino a oggi tante gare - quattro -, Valentino Rossi è costretto a inseguire. Colpa della sfortuna, che per la prima volta nella sua carriera ha bersagliato il fenomeno di Tavullia: abbattuto alla prima curva del primo Gp da Elias, costretto al ritiro in Cina per il distaccamento di un pezzo della gomma anteriore mentre era quarto, privato di un sicuro successo in Francia dalla rottura del motore e di un terzo posto negli Stati Uniti per un doppio problema di pneumatici e propulsore, Valentino si trova a 51 punti da Hayden, avendo commesso un solo vero errore, in prova in Olanda, quando una caduta l’ha costretto a correre in difesa con un osso della mano destra rotto. In tutte le altre gare, però, Vale è stato il campione di sempre (a parte in prova) riuscendo a essere comunque competitivo nonostante una Yamaha non all’altezza della situazione. Rossi sa che conquistare il sesto titolo consecutivo nella classe regina è un’impresa quasi disperata, ma lui ci crede, eccome, e questo basta per tenere viva la speranza. «Dopo il ritiro di Laguna Seca - sono le parole del sette volte iridato - mi ero messo il cuore in pace, perché il distacco da Hayden mi sembrava irrecuperabile. Adesso, però, la penso un po’ diversamente: sicuramente è difficile, ma non impossibile». Chi lo conosce bene, assicura che Valentino è, sportivamente parlando, «avvelenato», ed è proprio in queste condizioni che il campione dà il meglio di sé.
GIOVANI Il motomondiale 2006 ha consacrato definitivamente giovani piloti già grandi nelle categorie minori. Dopo le due vittorie consecutive negli ultimi Gp del 2005, Marco Melandri si è confermato ad altissimi livelli, salendo altre due volte sul gradino più alto del podio. Finora a Marco è mancata un po’ di regolarità, e per questo è «solo» terzo in campionato, staccato di 44 punti dalla vetta e di 10 da Daniel Pedrosa, la vera rivelazione di questa stagione. Vent’anni, fisico da fantino più che da motociclista, lo spagnolo sta dimostrando di essere un talento straordinario, come peraltro confermano i tre titoli consecutivi in 125 e 250. Assistito come un figlio dalla Honda, protetto dal manager-scopritore Alberto Puig, Pedrosa potrebbe anche riuscire nell’impresa di conquistare il titolo nella stagione del debutto nella classe regina. «Ma il mio obiettivo è solo fare esperienza», continua a ripetere, senza peraltro convincere nessuno. Anche lui, però, deve recuperare parecchi punti al compagno di squadra Hayden.
L’AGO DELLA BILANCIA Le prossime sei gare si disputeranno su piste particolarmente favorevoli alla Ducati e alle sue gomme Bridgestone. Ecco perché Loris Capirossi, ormai praticamente fuori dai giochi con i suoi 126 punti, potrebbe diventare decisivo per l’assegnazione del titolo iridato, togliendo punti preziosi a questo o quel rivale in lotta per il titolo.