Vacanze, mare blu ma tasche vuote

Il mare è più pulito ma per la tintarella si spende sempre di più. Il prezzo medio per il noleggio di una sdraio è 7,55 euro, uno dei più salati d'Europa. Un italiano su quattro resterà a casa

Roma - Le spiagge italiane sono sempre più blu: oltre il 96% delle coste sono balneabili. Ma sono sempre più care: è di 7,55 euro il prezzo giornaliero medio richiesto in Italia per il noleggio di uno sdraio in uno stabilimento balneare, uno dei prezzi più alti in Europa. Mentre in Grecia e in Spagna, infatti, si prende il sole "a prezzi di saldo", il nostro - secondo uno studio internazionale condotto da Expedia, leader mondiale dei viaggi online - è il terzo paese più caro in Europa per il noleggio di sdraio, dopo Francia e Germania, posizionandosi ben al di sopra della media europea. Non a caso, sono 33,7 milioni gli italiani in partenza ma uno su quattro resterà a casa

Il caro-gasolio, secondo un’indagine della Confesercenti, fa sentire i suoi effetti sulle nostre tasche e spenderemo in media 1056 euro per una vacanza, 100 euro in più rispetto all’anno scorso. Il mare rimane uno dei luoghi privilegiati. Il 72% trascorrerà le vacanze in Italia e la Spagna si conferma la destinazione preferita. La spesa complessiva per le vacanze sarà di 35,5 miliardi di euro, il 10% in più del 2007. In aumento i viaggi last minute e le vacanze in treno, traghetto e pullman. Se, dunque, il 57% degli italiani è pronto per un tuffo in mare o una passeggiata in montagna, un altro 24% resterà a casa ed un 19% sarà indeciso fino all’ultimo.

Intanto, buone notizie sulla qualità delle nostre acque: il 96,2% dei 5.170 chilometri di costa sottoposta a controllo, sui 7.375 chilometri complessivi, sono balneabili, secondo il rapporto 2008 sulle acque di balneazione presentato oggi al ministro del Lavoro e della salute. Complessivamente, sono 4.970 i chilometri di costa balneabili, mentre i restanti 2.205 non sono balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perchè porti o foci di fiumi. Cifre sostanzialmente stabili, con un aumento di 26 chilometri di costa balneabile rispetto allo scorso anno. Mentre 195 chilometri sono interdetti alla balneazione perchè inquinati. Dati che collocano l’Italia al secondo posto nella classifica europea delle acque più pulite, superata solo dalla Grecia.