Vacanze di Natale, operatori pessimisti

Turismo, previsioni fosche. Natale e Capodanno faranno sì registrare il tutto esaurito in molte località, ma il turismo non è in buona salute. Il quadro emerge intervistando operatori del settore, tutti concordi nel dire che sì, per le vacanze di Natale si assisterà ad una leggera ripresa dei viaggi, che però non è in grado di compensare le gravi perdite subite nel corso dell'anno.
«Su alcune destinazioni - spiega Cinzia Renzi, presidente di Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio - c'è il tutto esaurito, ma questo solo perché l'offerta è diminuita. A reggere sono le destinazioni classiche, soprattutto le grandi capitali europee e internazionali e gli Usa». «Al termine delle vacanze di Natale ci troveremo con un +1, +2% di presenze negli alberghi ma quanto a fatturati siamo messi male», osserva il vicepresidente nazionale di Federalberghi e presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli. «Per quanto riguarda le presenze, calcolando che partivamo, nelle città d'arte, da un -11% a gennaio - spiega Roscioli - stiamo assistendo ad una lenta ripresa. Ma non è così per i fatturati: gli alberghi hanno dovuto infatti abbassare i prezzi delle camere». A mancare, lamenta Roscioli, sono gli stranieri e la loro assenza è dovuta «innanzitutto al super euro, a cui si è aggiunta la crisi economica mondiale».
«Alla fine delle vacanze natalizie non supereremo i valori raggiunti nel 2008, che non erano buoni», gli fa eco il presidente di Assotravel, associata a Confindustria, Andrea Giannetti. «La marginalità per gli operatori del settore si è contratta, non riusciamo a portare a casa alcun risultato economico», aggiunge.
Sulla stessa linea Alberto Corti, direttore di Federviaggio. «I margini di guadagno delle imprese turistiche sono in ribasso e se un tempo le prenotazioni per le vacanze arrivavano con alcuni mesi di anticipo rispetto alla data, ora giungono all'ultimo. Gli imprenditori speravano quindi di avere flussi di cassa che si trovano a non avere e sono costretti ad indebitamenti e a esposizioni bancarie». Anche durante le prossime vacanze di Natale, gli italiani prenoteranno sotto data «e si registreranno vuoti consistenti nel restante mese di dicembre e a gennaio, subito dopo la fine delle feste». E così - fanno notare alcuni - se fino ad ora l'impresa turistica italiana ha retto ed ha scommesso sulla ripresa, pensando in una fine della crisi nel 2010, il rischio è che se le condizioni non cambieranno il nuovo anno aprirà in modo così negativo che non si conteranno chiusure e licenziamenti.
Più ottimistiche, per le prossime vacanze natalizie, appaiono le previsioni di Confesercenti, secondo la quale tre italiani su 10 partiranno tra Natale e Capodanno, per un totale di oltre 16 milioni e mezzo di persone in viaggio che spenderanno 11 miliardi e 310 milioni di euro. Nonostante la recessione - e forse proprio per il bisogno di staccare la spina nei giorni di festa - cresceranno, secondo questo sondaggio, la voglia di divertirsi e le prenotazioni «fai da te». E a sorpresa le città d'arte ruberanno il primo posto alla montagna.