Le vacanze «stile Rutelli» dividono i romani

Contrario: «I ragazzi italiani amano il Mediterraneo, non credo che partirebbero per Ibiza in pieno inverno»

Giacomo Legame

Accorciare il periodo di chiusura delle scuole dalle attuali 13 settimane a un lasso di tempo più breve, vicino alle 9 settimane della Francia o alle 6 di Germania e Gran Bretagna, aggiungendo però vacanze in altri periodi dell’anno, per permettere alle famiglie di «diversificare» le ferie e di pianificare viaggi con i figli studenti non esclusivamente d’estate. La proposta targata Francesco Rutelli, se non convince tutti, almeno fa discutere. E rievoca le «partenze intelligenti» che tanto andarono in voga anni fa. Osservatorio privilegiato per tastare il polso agli italiani è l’aeroporto di Fiumicino. Ecco il resoconto di un giro di opinioni tra i passeggeri in partenza dallo scalo romano in questo primo scorcio di settembre: a loro modo già un’élite rispetto ai forzati della vacanza agostana.
La perplessità maggiore è che le ferie, in bassa stagione, possano essere meno appetibili. E che inseguire il mare lontano dai mesi estivi finisca per incidere troppo pesantemente sui bilanci familiari. La pensa così per esempio Fabio, agente di viaggio, scettico sulla proposta del leader della Margherita. «Lavoro da anni nel settore del turismo - spiega l’uomo - e quest’idea delle vacanze anche in inverno non mi convince molto. Di solito i ragazzi preferiscono passare le vacanze in zone che si affacciano sul Mediterraneo. Mete turistiche, come per esempio Ibiza, sono facilmente raggiungibili solo nel periodo estivo, e soprattutto a tariffe basse. Chi penserebbe mai di andare ad Ibiza in inverno? In questa stagione per andare al mare bisognerebbe arrivare ai Caraibi oppure in altre aree del mondo, più lontane e con costi sicuramente diversi. Insomma, d’inverno la vacanza costerebbe senz’altro di più. E non so quanto potrebbe essere vantaggioso per chi, per esempio, vive con uno stipendio fisso».
Ma il fattore-costi viene visto anche al contrario. Entusiasta della proposta, infatti, una famiglia romana in partenza per la Spagna, che ritiene che - lontano dai pacchetti estivi - si potrebbe risparmiare per partire tutti insieme. «Ottima idea - commenta Gianni, il padre -, personalmente ho sempre invidiato gli stranieri che vengono in ferie in Italia in periodi per noi considerati quantomeno anomali. Siamo sempre stati obbligati ad andare in vacanza prevalentemente ad agosto». «Con un diverso calendario scolastico - interviene sua moglie - si potrebbero distribuire le vacanze nell’arco dell’anno in maniera più intelligente e più conveniente. Noi per esempio stiamo andando in Andalusia per quindici giorni: abbiamo fatto male i conti con la scuola di nostro figlio, le scuole riaprono l’11, e il ragazzo sarà costretto a cominciare l’anno con una settimana di ritardo».
Anche Carlo, un ragazzo che sta partendo per Lisbona, plaude all’idea rutelliana. «Tutti gli italiani si spostano durante quelle solite tre-quattro settimane a cavallo tra luglio e agosto. Spalmando le ferie nell’arco dell’anno si risparmierebbero un sacco di soldi. Un’idea del genere aiuterebbe sicuramente le famiglie a spostarsi almeno in modo più intelligente. E soprattutto non più tutti insieme».