Vacatello, la pianista di Napoli che fa breccia tra i fenomeni

L’Italia è esterofila. E ne sanno qualcosa i giovani artisti di casa nostra schiacciati tra i fenomeni del Sol levante, della gloriosa scuola russa, del profondo Nord e del profondo Sud. In questa selva oscura è riuscita a far breccia la giovane pianista Mariangela Vacatello, di Napoli, studi fra Imola e Milano e ora una casa a Londra. Ricco il medagliere, il carnet di concerti cui va ad aggiungersi quello di stasera, ore 21, in Conservatorio, per la Società dei Concerti con un programma che muove da una Sonata di Haydn per sostare fra i romantici Schumann, Chopin e Liszt. La Vacatello ha respirato la musica subito e a pieni polmoni, «i miei genitori sono musicisti di prima generazione. Insegnano entrambi e mio padre è anche accordatore di pianoforti. Poi ho una sorella, che suona il violino» ci spiega. E chiosa il discorso esterofilia dichiarando che «fare il pianista oggi è una sfida anche con se stessi. Le possibilità non sono tantissime ma tanti sono i giovani che ambiscono a fare del concertismo la propria vita. In Italia c’è anche la difficoltà di portare il pubblico nelle sale».
A proposito degli scogli posti da una carriera come quella dell’interprete, la pianista osserva che «all’inizio sono la pazienza e la costanza. Dopodiché lo scoglio più grande è la scoperta di se stessi e l’aprirsi sinceramente alla lettura di ogni brano».
Società concerti
Conservatorio stasera ore 21
Biglietti euro 20