Un vaccino europeo per combattere l’influenza dei polli

Protegge solo da un ceppo del morbo. A Genova si può ottenere un test anti virus entro 60 minuti

da Milano

Il virus dei polli ha un nuovo nemico, un vaccino messo a punto in Europa, pronto per la sperimentazione umana che partirà nella primavera 2006 in Norvegia, presso l'università di Bergen. Il farmaco immunizza dal virus H7N1, una variante pericolosa tanto quanto quella attualmente più temuta dell’H5N1. I sottotipi più pericolosi del virus responsabile dell'influenza aviaria sono infatti H5 e H7. Nessuno dei due circola nella popolazione umana ed entrambi sono altamente patogeni. Li accomuna anche il fatto che tutti e due sono riusciti ad infettare l'uomo, ma sempre in casi sporadici.
Ma perché la scelta dei ricercatori è caduta su un virus diverso da quello tanto temuto in tutto il mondo? Perché il virus H7, ha diffuso l’influenza aviaria in Europa non molto tempo fa e tutto è avvenuto senza alcun clamore. Nel 1999, per esempio, in allevamenti italiani dove ha sterminato migliaia di capi e nella primavera 2003 in Olanda, il virus ha infettato ottanta persone e un veterinario morì contagiato dall’influenza aviaria. Da qui la scelta di concentrare le energie del gruppo di ricerca che fa capo al progetto europeo Flupan su una malattia aviaria che nella Ue ha colpito davvero.
La scelta è condivisa dal virologo Fabrizio Pregliasco, dell'Università di Milano: «Il virus H5 non è l'unico virus che ci inquieta», ha osservato «e non è affatto detto che sarà lui a scatenare la pandemia». Di qui l'esigenza di mettere a punto contromisure rivolte a tutte le varianti che più probabilmente potranno scatenare in futuro un'eventuale pandemia di influenza. «Dobbiamo progettarle e averle pronte nel momento in cui la pandemia arriverà», ha detto ancora il virologo. Un arrivo che «non è incombente né imminente».
Nella produzione di questo nuovo vaccino, l'Italia ha fornito il ceppo del virus H7N1 isolato nei polli, un altro gruppo ha utilizzato la tecnica della genetica a ritroso per modificare la componente H7 in modo da rendere il virus non pericoloso. Infine la produzione del vaccino è stata sperimentata in colture cellulari anziché su uova embrionate: un altro «trucco» importante per rendere la produzione più rapida possibile.
E in fatto di rapidità, c’è un’altra scoperta da segnalare: la diagnostica avanzata del centro biotecnologie di Genova ha messo a punto un test rapido: in 60 minuti si può identificare l'H5N1, il virus dell’influenza aviaria.
Ma per fortuna i casi di contagio umano restano sporadici. Il turista dell’isola francese di Reunione ricoverato con sintomi di influenza aviaria è risultato negativo ai test così come la ragazzina cinese morta invece per polmonite. E oggi si saprà se due anatre trovate ammalate in un recinto a cielo aperto vicino a Venezia sono state colpite dal virus dell'influenza aviaria.