Vacheron Constantin, 258 anni di classe con grande puntualità

Per dirla banalmente, ma non vi è altro modo in certi casi, il fatidico giorno è purtroppo arrivato. La piccola sempre meno piccola è puntualmente entrata i crisi d'astinenza da telefonino. Astinenza nel senso che fin qui, anni undici già scoccati da un po', di telefonini aveva visto e maneggiato di striscio solo quello di mamma. Crisi perché vivendo vintage e asserragliati nel nostro fortino un po' seppiato, ero ed eravamo convinti di riuscire a reggere ancora per un poco l'assedio di tutte quelle piccole creature pericolose sue amiche che ben prima avevano intortato genitori e parenti ricevendo il diabolico apparecchio.
Per dirla schiettamente. Ho perso. Ora mi aggiro per le stanze e oltre al gatto che sopporto poco, cerco di evitare che lo sguardo mi cada sul caricatore e sullo smartphone giunti di recente in casa. Sono il frutto di un'imboscata mentre mi trovavo in Belgio per la Formula uno. Vagavo per le Ardenne senza meta, oddio, la meta c'era, una piccola locanda vicino a Stavelot, ma senza navigatore l'avevo persa, quando la piccola non più piccola ha chiamato dicendo che mamma e persino il fratellino avevano approvato e firmato un autorevolissimo documento in cui venivano dettati tempi e modi di utilizzo di quell'oggetto che neppure nomino più. «Al ritorno, ti prego, papà, leggi anche tu e se sei d'accordo potrò comprarlo con i miei risparmi e portarlo in ritiro con le ragazze della pallavolo...» Ricordo solo che ho borbottato qualcosa del tipo «...ne parliamo quando torno».
Per dirla sinceramente, non ho avuto la possibilità di parlarne. Quando sono rientrato ho trovato il foglio e ho realizzato l'atrocità del tranello. Mancando solo la mia firma sull'elenco di regole per l'utilizzo, tot minuti, acceso a orari stabiliti, dalle 19 alle 20, quando le amichette mandano messaggi what's up, per il resto spento e in mano a mamma arbitro assoluto, mancando solo la mia firma sarei stato io, solo io il mostro, l'orco seppiato a dire no alla piccola non più piccola. Fatti due conti, visto che da quel poco che ho capito delle donne difficilmente dimenticano, ho firmato il documento e mentre gli altri due erano distratti l'ho presa per mano e «vieni con papà, andiamo a comprarlo io e te assieme, te lo regalo io...».