Il vademecum per formare la classe politica

La vigilia di un nuovo ciclo amministrativo pone interrogativi sulla composizione della classe dirigente politica, ma anche sul ruolo che verrà svolto dalla classe manageriale amministrativa. Da dove provengono, quale formazione hanno, quali forze sociali rappresentano questi gruppi di «attori»? Quali sono le interrelazioni tra le varie componenti «influenti» della società nel costruire l’innovazione e nel garantire il radicamento? Come si valorizza a vantaggio delle città, senza disperderlo, il «capitale sociale», vale a dire il tessuto delle relazioni in atto?
Questo sono alcuni dei temi che affronterà il seminario che si svolgerà questo pomeriggio alle ore 16.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, organizzato da Themis, scuola per la pubblica amministrazione. L’argomento: «Come si forma la classe politica dirigente e amministrativa di una grande città».
Silvano Belligni, docente del Dipartimento di studi politici dell’Università di Torino presenterà i propri studi discutendone l’attualità, anche genovese e ligure, con i rappresentanti delle testate giornalistiche della regione. Al dibattito, aperto da Giovanni Fusco, presidente di Themis, interverranno Mimmo Angeli, direttore del «Corriere Mercantile», Giovanni Giaccone, direttore di «Telecittà», Paolo Lingua direttore di «Telenord», Massimiliano Lussana, responsabile della redazione genovese di «il Giornale», Donato Mancini responsabile della redazione genovese dell’Ansa, Franco Manzitti responsabile della redazione genovese di «Repubblica», Roberto Onofrio caporedattore centrale del «Secolo XIX» e Mario Paternostro direttore di «Primocanale». Modera Mario Bottaro, direttore di Liguria Business Journal.
Il professor Belligni è in Italia uno degli studiosi che maggiormente sta approfondendo a livello teorico ma anche empirico questi temi. Ha svolto indagini in quattro grandi città, Firenze, Milano, Napoli e Torino, traendo una serie di spunti e di valutazioni che in qualche caso mettono anche in discussione il concetto stesso di «innovazione».