VADEMECUM PER IL TURISTA

Ci sono venti domande più frequenti che i viaggiatori fanno prima di partire. Ecco tutte le risposte

Qui siamo ben oltre il classico «Non dimenticare lo spazzolino da denti»... I dubbi assalgono il viaggiatore moderno in quel labile intervallo che intercorre dalla stampa dei biglietti fai-da-te - abitudine consolidata per il popolo delle vacanze in briciole e dei ponti, che prenota tutto on line: volo hotel auto al seguito - e quel colpo di mouse che spegne inesorabilmente il pc. È l’attimo non fuggente ma propedeutico alla fuga. Proprio quando vengono in mente gli interrogativi, gli arrovellamenti e le contorsioni capaci di rovinare sul più bello il gusto della partenza. Quesiti stravaganti o piuttosto banali, ma non è questo che conta. L’importante è trovare una soluzione in fretta, con la valigia già chiusa.
Accade perciò che sia la stessa internet a lanciare ai traballanti turisti la coperta di Linus buona per tutte le stagioni (e le latitudini), il salvagente ideale da tenere sottobraccio sulla scaletta di aerei «low cost», colorati come giocattoli. In gergo si chiamano Faq, suona come una parolaccia esotica, invece sta ad indicare le Frequently asked questions ovvero le domande che ricorrono tra chi sta per partire. Il Times Online le ha raccolte e messe assieme, domande e risposte, per sollevare dai tormenti questi esploratori tanto indecisi quanto incuriositi.
Qualche esempio? Ora basta tremare al rischio di attentati terroristici o di accomodarsi a bordo di catorci con le ali. Non sono dunque patrimonio di conoscenza comune i servizi della Farnesina, che sul suo sito alla sezione «Viaggiare sicuri» aggiorna di continuo le schede sulla situazione geo-politica di tutti i Paesi, compresi gli angoli più sperduti del globo. E che dire della «black list» in bella mostra all’indirizzo www.europa.eu/transport? Almeno così saprete se il charter che v’hanno offerto a un prezzo irripetibile nasconde dei pirati in cabina di guida. Comprensibile, intanto, il dilemma di chi è stato a Cuba e pensa di non poter solo per questo fatto visitare gli Usa. Preoccupazione infondata, tranquillizza il quotato quotidiano inglese. Ma a un arzillo 70enne in procinto di intraprendere una crociera al Polo Sud, un tantino corrucciato dalle conseguenze sull’artrosi, gli «esperti» suggeriscono che la vita sottocoperta è calda e ricca di comfort. Certo, ma come si fa ad arrivare fin laggiù e non uscire a salutare i pinguini?