Il vademecum per votare ed evitare le code

Chi non ha il certificato elettorale può richiederlo al Comune di residenza. Il Viminale: non concentratevi a ridosso della chiusura dei seggi

Vincenzo Pricolo

da Milano

Dopo una campagna elettorale lunga e infuocata, la parola passa al popolo sovrano, i 47 milioni 160.244 elettori italiani che sono chiamati a scegliere i parlamentari della quindicesima legislatura repubblicana. Per l’elezione della Camera gli aventi diritto sono tutti i cittadini maggiorenni, mentre per quella del Senato sono i cittadini che hanno compiuto 25 anni di età, che sono 43 milioni 204.694. I giovani che votano per la prima volta alle elezioni politiche, quelli cioè che hanno compiuto 18 anni dopo il 13 maggio del 2001, sono due milioni e 931.636.
Orario e documenti. I seggi saranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Per esercitare il proprio diritto, gli elettori devono presentarsi alla sezione indicata sulla tessera elettorale con un documento di identità e la tessera elettorale. Chi l’avesse smarrita o non l’avesse ricevuta può richiedere un duplicato agli uffici del suo Comune di residenza, che saranno aperti negli stessi orari dei seggi. Per evitare code ai seggi e per facilitare il lavoro dei presidenti e degli scrutatori, si legge in una nota diffusa ieri dal ministero dell’Interno, «è opportuno che gli elettori programmino il loro voto presso il seggio indicato nella tessera elettorale evitando di concentrarsi nelle ore tradizionalmente più affollate e in particolare verso le ore di chiusura».
La scheda elettorale. Quella della Camera dei deputati è rosa mentre quella del Senato della Repubblica è gialla. Entrambe sono larghe circa 40 centimetri e alte circa 22 e contengono i simboli delle liste disposti in orizzontale, una riga per ciascuna coalizione. Sulle schede compaiono esclusivamente i simboli delle liste; niente simboli delle coalizioni né nomi dei candidati premier. Per Camera e Senato le modalità di voto sono uguali. In virtù della nuova legge elettorale proporzionale, infatti, il sistema è identico ed estremamente semplice: un solo segno sul simbolo della lista prescelta e niente preferenze, pena l’annullamento della scheda.
Le eccezioni. In Valle d’Aosta per Camera e Senato, in Trentino Alto Adige per il solo Senato, gli elettori devono esprimere il voto tracciando un segno sul simbolo del candidato prescelto o nel rettangolo che contiene il nome del candidato. Questo perché in quelle due regioni sopravvive, per la tutela delle minoranze, il sistema maggioritario.
Baricentro e dimensioni. Per essere certi che il proprio voto vada a buon fine, in generale, anziché un semplice «segno» è preferibile tracciare una croce sul simbolo del partito prescelto. La vicinanza dei simboli, infatti, ha indotto il legislatore a introdurre una norma esplicativa nell'ultimo decreto legge approvato sulla disposizione dei simboli nelle schede elettorali: «Quando un unico segno sia tracciato su più rettangoli - recita la legge - il voto si intende riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso». È proprio quel «prevalente» a poter dare difficoltà interpretative agli scrutatori; per evitare dubbi, quindi, è preferibile segnare con una croce il simbolo prescelto perché in questo caso la legge prevede che a indicare la volontà dell’elettore sia il baricentro della croce.
Per favorire la riconoscibilità dei simboli, che sono molto vicini l’uno all’altro, le loro dimensioni sono state aumentate rispetto alle precedenti votazioni e portate a tre centimetri di diametro.
Lo scrutinio. Completate le operazioni di voto, ovvero dopo che nelle urne saranno state inserite le schede elettorali di tutti gli elettori che alle 15 di domani si troveranno ai seggi, verrà accertato il numero dei votanti e comincerà lo scrutinio con lo spoglio delle schede per l’elezione del Senato.
La sicurezza. Il dispositivo predisposto dal ministero dell’Interno per garantire la regolarità delle operazioni di voto e di scrutinio nelle 60.977 sezioni elettorali comprende l’impiego di circa 60mila uomini, tra quelli delle Forze dell’ordine, delle Forze armate, del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del fuoco.