"Vado nel Pd, non ho altra scelta, contro di me accuse miserabili"

Cusumano: "Sto facendo accertamenti medici. Ho agito per coerenza, ma con Mastella rimango amico"

da Roma

«Sto facendo degli accertamenti, mi spiace non poter parlare adesso...». Com’è la voce dell’ex senatore Udeur Nuccio Cusumano il giorno dopo? Stanca, afflitta. Imbarazzata. L’ultimo pomeriggio del governo Prodi verrà ricordato anche per il viso pallido e boccheggiante di Cusumano, per quel corpo supino sugli scranni. Come si sente il senatore più insultato della quindicesima legislatura? Sono accuse «miserabili», dice tra un «accertamento» e l’altro. E’ vero che si è immolato a Prodi perché il governo gli ha fatto assumere lo strettissimo collaboratore? «E’ una polemica da Paese sudamericano», contrattacca. E allora perché questo azzardo politico del sì alla fiducia? «Ho agito per coerenza politica - insiste Cusumano - . Per il Paese». E adesso che farà dopo l’espulsione dall’Udeur? «Vado nel Pd? In questo momento non c’è molto altro da scegliere». E Mastella, l’amico Mastella? «Per me - giura - il vincolo di amicizia con Clemente rimane intatto e immutato». E il senatore Barbato che lo ha insultato in aula? «Credo che abbia recitato una parte per una sorta di ortodossia verso il capo».
Ma Cusumano non ha molta voglia di parlare. Rifiuta il corteggiamento delle tv locali siciliane. Fa squillare il cellulare a vuoto. Riattacca, spegne l’apparecchio. La sofferenza del telefonino sembra lo specchio del suo disagio personale. Sembra. In realtà il silenzio di ieri tradiva probabilmente una febbrile attività lontana da Roma. In Senato, nel suo ufficio, nel pomeriggio c’era un «sostituto della segretaria» che titubava: «Credo che il senatore sia partito..», Per dove? Ad Agrigento si raccontava già in mattinata che molti dei consiglieri Udeur del capoluogo e di Sciacca (città natale di Cusumano) lo stavano accogliendo a braccia aperte. «Assolutamente non è così - smentiva Mauro Fabris, il capogruppo dell’Udeur alla Camera - il problema Cusumano per noi non esiste». In serata però «i dirigenti provinciali e locali» dell’Udeur di Agrigento esprimevano in una nota «piena e incondizionata solidarietà al senatore Nuccio Cusumano» che ha mostrato «grande senso di responsabilità istituzionale e amore per il Paese». L’atto «indegno» è stato quello del «senatore Mastella - ha scritto il segretario provinciale Giuseppe Butera - con il ritiro della fiducia al governo».
Altro che vittima, altro che voce imbarazzata. Per i dirigenti massimi dell’Udeur, invece, Cusumano è il passato: «Mi spiace moltissimo per la persona - si sfoga Fabris al telefono -. Dieci anni di lavoro gomito a gomito. Da lui no, non me lo sarei aspettato davvero. Ha fatto un’azione che politicamente si chiama coltellata». (Ha collaborato Gaetano Ravanà)